Il Tirreno

Grosseto

il progetto 

Rischio idraulico ridotto grazie alle casse d’espansione

Giulia Sili
Rischio idraulico ridotto grazie alle casse d’espansione

L’opera è già stata realizzata sul fiume Pecora, presto altri cantieri verranno aperti per eliminare gli allagamenti dovuti alle piogge

3 MINUTI DI LETTURA





follonica

Quella delle casse di espansione del fiume Pecora è un’opera idraulica imponente e di recente costruzione che ha permesso di ridurre in modo considerevole il rischio di alluvioni nella città di Follonica.

Sono però ancora tanti i progetti da portare a conclusione per rendere la città sicura sul fronte degli allagamenti dovuti alle piogge. A parlarne è il vicesindaco Andrea Pecorini che detiene l’assessorato alla protezione civile. A nord di Follonica, nella parte collinare e pre collinare, sono diversi i corsi d’acqua disseminati tra il parco di Montioni e l’entroterra e in città sono cinque gli sbocchi a mare sui quali si riversa tutta l’acqua che arriva da questo sistema di reticolato minore: il fosso Cervia, il fosso che sfocia ai bagni Nettuno, quello a bagni Eden e la Gora, oltre al torrente Salciaina. «In passato era alto il rischio di allagamenti in tutta la città dovuto alle esondazioni e proprio per questo motivo sono state realizzate le tre vasche di contenimento nella zona di Valli – spiega Pecorini – in grado di contenere 375mila metri cubi di acqua».

Un sistema che ha messo al sicuro gran parte della città. La Regione si è poi occupata degli interventi sul bacino del Pecora. Non tutto però è stato risolto: «Rimangono ancora dei rischi minori – dice Pecorini – ma non per questo meno importanti, sui quali stiamo intervenendo». Il problema sono gli allagamenti che via via si verificano a Follonica, in modo particolare nei sottopassi e nel quartiere di Salciaina. Ad oggi per arginare il problema è stato fatto uno studio idraulico e delle progettazioni che hanno portato all’intervento che tuttora è in corso. Il primo stralcio è stato completato: si tratta del potenziamento della stazione di sollevamento di Salciaina, utile ad abbassare in pochi minuti l’acqua che arriva in quella zona. «Il secondo step – spiega Pecorini – è quello di realizzare un ulteriore sfioratore alla Colonia Marina in modo che possa portare in mare l’acqua che viene da Cassarello e da Senzuno e in questo modo contenere significativamente la problematica degli allagamenti».

Si tratta di interventi onerosi per la città che richiedono quindi ingenti risorse. In particolare quella che riguarda la stazione di sollevamento di via Palermo è un’opera da 6 milioni di euro (4 milioni da acquedotto del Fiora e 2 milioni e 9 mila euro dal Comune di Follonica). I lavori partiranno a gennaio e anche in questo caso serviranno a ridurre gli allagamenti tramite revisione del sistema fognario della città. L’intervento si concentrerà vicino alla scuola elementare e prevede il raddoppio della stazione di sollevamento e una revisione del sistema della condotta fognaria. In caso di forti piogge, inoltre, verranno realizzate delle griglie che saranno in grado di sanificare l’acqua prima che venga immessa nel torrente Petraia. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani