Meteo
Assolti per la bottiglia incendiaria sullo yacht
A bordo l’ingegner Piscicelli e la compagna. L’accusa aveva chiesto 1 anno e mezzo per i presunti mandante ed esecutore
porto ercole
La notte del 26 luglio 2015 una bottiglia incendiaria era stata scagliata verso l’imbarcazione “Scarlett Always” della Luxury Fishing & Fly srl, in uso all’ingegner Francesco Maria De Vito Piscicelli e a Sofia Borghese, che vi stavano riposando. Il 12 metri era ormeggiato a Cala Galera.
Per questo episodio, che aveva causato un danno rilevante (Piscicelli ha spiegato che aveva dovuto spendere 26mila euro per il rifacimento dell’impianto elettrico - l’imbarcazione è comunque viaggiante), la Procura aveva aperto un fascicolo. In due erano finiti sotto processo Fabrizio Sardagna, 79 anni, come istigatore e determinatore, Nicolae Calbeaza, 38 anni, come esecutore materiale su richiesta del primo. Sardagna e Piscicelli sono in lite da tempo, ne abbiamo parlato anche su queste pagine, per la vicenda della villa in località Spini Bianchi. Il giudice Adolfo Di Zenzo li ha però mandati assolti, ritenendo che non abbiano commesso il fatto. Motivazioni da depositare.
Il processo non ha vissuto in sostanza fasi di dibattimento perché le parti avevano di fatto acconsentito all’acquisizione di tutto il fascicolo. Il giudice ha accolto le tesi del difensore, l’avvocata Elisa Soldani, che ha sostenuto la mancanza di prove e la presenza invece di carenze nell’attività investigativa. Soldani ha sottolineato tra l’altro che non era possibile, a causa della distanza, che in quegli stessi istanti Calbeaza fosse lì, perché il bar di Porto Ercole in cui era stato visto dista tre chilometri e comunque nessuno lo aveva visto a Cala Galera. E si è anche chiesta come mai nessuno a bordo si era accorto che qualcuno stava salendo. Ha anche respinto l’ipotesi di un tentativo di omicidio, ha sollevato dubbi sulla veridicità dell’episodio e ha spiegato che in fondo si è trattato solo dell’incendio di un coperchio.
Di tutt’altro parere era stato il pm onorario Alessandro Bonasera, che si era detto convinto della colpevolezza e aveva sollecitato una condanna a 1 anno e 6 mesi ciascuno. Articolata l’esposizione del legale di parte civile, l’avvocato Gianpietro Anello (era presente anche lo stesso Piscicelli), che ha sottolineato tra l’altro che, se l’ingegnere non fosse intervenuto per tempo, poteva essere una strage: perché il serbatoio conteneva 2.000 litri di carburante e in quei giorni i pontili di Cala Galera erano pieni di barche. «Questo è stato un episodio sottostimato», ha detto. — pierluigi sposato
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
