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Opere abusive nel podere Bonsecco Il Comune espropria i beni e sanziona per 17mila euro gli ex proprietari

g.s.
Opere abusive nel podere Bonsecco Il Comune espropria i beni e sanziona per 17mila euro gli ex proprietari

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Il comune di Massa Marittima è diventato proprietario di un podere di Valpiana con opere abusive. Fuori dall’edificio erano state realizzate senza permesso costruzioni in ferro e legno, una di 40 metri quadrati e una di 12, oltre all’installazione di un deposito di Gpl interrato. Si tratta di beni che adesso sono stati espropriati e sono diventati di proprietà del comune di Massa Marittima.

L’amministrazione aveva inviato ai proprietari del podere numerose notifiche alle quali però non sono mai seguite le rimozioni richieste e così il passo successivo è stato l’esproprio. I proprietari hanno anche dovuto versare al Comune 17mila euro che l’amministrazione comunale impiegherà per demolire tutte le parti abusive e sanare quanto non è stato sanato in precedenza dai vecchi proprietari.

I lavori sono stati svolti nel podere Bonsecco tra il 2007 e il 2011. L’intervento riguardava in particolare i locali del piano terra e la struttura, da residenza rurale per l’imprenditore agricolo, divenne effettivamente una civile abitazione. Il piano in questione venne anche dato in affitto. Le modifiche interessarono poi anche l’esterno del podere. Il bene in questione, passato ufficialmente al comune di Massa Marittima, è composto da circa 200 metri di residenza più 200 metri di magazzino.

Il tutto per un valore che potrebbe aggirarsi intorno ai 250mila euro.

La polizia municipale di Massa Marittima ha verificato la mancanza di permessi e ai due comproprietari è stata ordinata la demolizione delle opere abusive e il ripristino della destinazione di uso. I proprietari, però, non hanno mai sanato la situazione e oggi l’immobile è passato al Comune. Non adempiere a un tale obbligo infatti porta all’applicazione dell’articolo 31 del Testo Unico dell’Edilizia che prevede l’acquisizione gratuita del bene da parte del Comune nel caso in cui il responsabile dell’abuso non provveda alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi entro novanta giorni dall’ingiunzione. —



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