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Braccio di ferro sul parchetto La querelle finisce dopo 37 anni

Ivana Aagostini/
Braccio di ferro sul parchetto La querelle finisce dopo 37 anni

La Corte d’appello dà ragione al Comune contro la richiesta di un imprenditore L’ente aveva occupato quei terreni privati per realizzarci un’area verde pubblica

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Si conclude, dopo 37 anni, la querelle sull’area verde di via Raffei ad Albinia. La fine, salvo ricorso in Cassazione, l’ha decretata una sentenza della Corte d’Appello di Firenze con la quale è stato rigettato l’appello proposto dal Mobilificio Artigiano Fratelli Bragaglia snc contro la sentenza di primo grado, che aveva respinto la richiesta di pagamento del saldo dell’indennità per la cessione bonaria del terreno, per intervenuta prescrizione.

Tutto ebbe inizio nel lontano 1984 quando Claudio Bragaglia di quel terreno di circa 10.700 metri quadrati, aveva dato la disponibilità per la cessione. Il titolare del Mobilificio aveva portato davanti al giudice il Comune di Orbetello reo, secondo lui, di non aver mai perfezionato l’atto né di aver mai dato né l’acconto né il saldo. L’ente lagunare quei terreni li aveva occupati per realizzare un’area verde pubblica. Della zona non era mai stato fatto un esproprio perché, in una delibera di giunta del 1985, era stato indicato che i proprietari avevano dato la disponibilità, con una loro dichiarazione, affinché l’amministrazione li occupasse per realizzare un parco a disposizione di tutti i cittadini albiniesi e impianti sportivi. Il Comune aveva calcolato che il valore del terreno fosse di 20mila lire al metro quadrato. L’acconto era stato quantificato in 60 milioni di lire. Il prezzo sarebbe poi stato stabilito al momento della cessione definitiva. Una parte del lotto era stata poi data dal Comune in concessione all’Us Albinia settore tennis che vi aveva costruito. Per Bragaglia tutto questo non sarebbe mai dovuto accadere dato che lui si è sempre ritenuto proprietario del terreno tanto che si rivolse al Tribunale di Grosseto, nel 2012, per vedersi riconosciuta l’indennità di occupazione per mancato godimento per una cifra che si aggira intorno ai 228.000 euro.

Il Comune di Orbetello si è sempre opposto alle richieste del Bragaglia facendo notare che l’immissione in pieno possesso risale al 1984 e che l’area era stata trasformata per scopi di pubblica utilità nei termini; l’acconto di 60 milioni di lire risultava essere già stato riscosso nel 2005 da un procuratore dei Bragaglia che si era anche impegnato a non pretendere più nulla dal Comune. Il Comune di Orbetello ha sempre sostenuto di essere diventato proprietario per usucapione, della superficie di terreno in questione, avendola posseduta e goduta quale pieno proprietario nei confronti di chiunque. Al Bragaglia non spetta quindi nessuna indennità, né nessun pagamento di un residuo essendo i termini prescritti. Gli spetta, invece, il pagamento delle spese legali quantificate in circa 10mila euro. —

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