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Olmi del Sacro Cuore In 1.600 dicono no al taglio
Tante sono le firme consegnate agli uffici comunali contro l’abbattimento Una prima perizia ne indicava malati solo otto su 32. «Salviamo i 24 alberi sani»
grosseto
Si riaccendono i riflettori sul futuro degli olmi del Sacro Cuore: in 1.600 si sono fatti avanti. Hanno alzato la mano e hanno messo la loro firma per dire altolà al taglio di quegli alberi così metasignificanti per tanti grossetani e non solo. Sarà per la loro vicinanza alla grande basilica che li fa svettare da un luogo ammantato di sacrale, sarà perché un olmo è sempre un olmo, ma tant’è.
Era la fine di luglio quando sopra le loro chiome comparve la scure dell’abbattimento. Era metà estate infatti quando si diffuse la notizia che l’Amministrazione comunale aveva intenzione di abbatterli tutti e trentadue, nonostante una perizia sullo stato di salute di quegli alberi – datata settembre 2019 – commissionata dagli uffici civici alla società Dream Italia scrl, ne individuava solo otto malati. Immediato giunse il dietro-front di palazzo civico: alla luce delle tante sollecitazioni pervenute, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna annunciò una nuova perizia proprio per verificare se alcuni degli alberi potevano essere salvati. La nuova perizia fu effettivamente fatta. Poi, silenzio.
Qualche giorno fa l’associazione Grosseto al centro ha consegnato agli uffici comunali 1. 600 firme contro l’abbattimento degli olmi: un migliaio di firmatari sono grossetani, seicento sono invece “affezionati”-non residenti; tutti chiedono all’Amministrazione comunale di recedere dai propri passi e non tagliare 24 dei 32 olmi di piazza Galeazzi: ovvero, tutti quegli alberi che la prima perizia della Dream Italia scrl non indicava come malati.
La petizione cartacea è stata promossa da sette associazioni: Wwf, Italia Nostra, Forum Ambientalista, Adic, Coordinamento comitati e associazioni ambientali Gr, Ars Maremma, Grosseto al centro – e affiancata dalla versione on line a cura di Stai, stop taglio alberi Italia – e si è resa necessaria «data la contraddizione in cui è incorsa l’amministrazione comunale», si legge in una nota di Grosseto al centro. Nel mirino delle associazioni entra (era già entrata) la deliberazione di giunta – la n. 438 del 21 novembre 2019 – in cui «sono scritte cose non vere –motiva Grosseto al centro – ossia che dalle analisi della società incaricata dal Comune di eseguire la perizia tecnica sulla stabilità di quelle piante “si evince la necessità di espiantare, in quanto irrecuperabilmente malati, i 32 olmi ricadenti nel marciapiede perimetrale della piazza con la massima solerzia”; diversamente, Dream Italia scrl nella relazione tecnica della perizia citata, aveva prescritto «l’abbattimento in urgenza» solo di otto piante, e per gli altri 24 olmi, un «monitoraggio nel tempo». «Oltre ad aver preso una decisione in contrasto con il parere dei tecnici e le norme regolamentari, anche in seguito – continua Grosseto al centro – il sindaco non ha ascoltato le posizioni e le istanze dei cittadini che all’inizio dell’estate avevano fatto emergere tale contraddizione». Poi c’era stata la marcia indietro, apprezzata dalle associazioni.
«Auspichiamo che, per il futuro – conclude Grosseto al centro – ai grossetani che mostrano un interesse autentico per il bene comune della città sia data l’opportunità di essere ascoltati prima che vengano prese decisioni che spettano certamente all’amministrazione, la quale però si può avvalere del contributo dei cittadini». –
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