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Apertura nuovo Conad «No ad altri negozi»
I commercianti del centro raccolgono le firme «È dannoso per l’economia e per l’occupazione»
massa marittima
È grande la preoccupazione tra i commercianti di Massa Marittima che vedono nell’apertura del nuovo centro commerciale Conad, con annessi vari nuovi negozi, un pericolo per la loro attività storiche.
Nei giorni scorsi si è svolta l’assemblea dei commercianti, guidati dal presidente del Ccn Daniele Brogi. L’assemblea è stata convocata per esaminare le proposte dell’amministrazione comunale in merito a tutte le novità che stanno interessando l’area Sant’Anna. Dall’incontro è nata una mozione che dovrebbe essere presentata in occasione del prossimo consiglio comunale. Non solo: Brogi ha anche dato vita ad una raccolta firme insieme ad Alberto Rossi del gruppo Covid 19. In seguito alla riunione di sabato scorso sono state raccolte circa 40 firme adesso inviate in Comune. Il sindaco Marcello Giuntini in passato aveva tenuto un incontro pubblico per illustrare il progetto in fase di realizzazione nell’area Sant’Anna che, oltre al supermercato dovrebbe prevedere anche l’apertura di alcuni negozi oltre all’eventuale spostamento di uno sportello bancario e la collocazione di alcuni uffici.
«I commercianti di Massa Marittima, esprimono profonda preoccupazione per l’ipotesi della variante illustrata dal sindaco nell’incontro e chiedono che la variante medesima non abbia attuazione – spiega Brogi nella mozione – i commercianti ne sottolineano le carenze di progetto, l’assenza di un’analisi sugli effetti possibili sul piano commerciale, nonché civile e sociale». Insomma, i commercianti che hanno sottoscritto la raccolta firme non intravedono ragioni valide per la realizzazione del piano, che vadano incontro alle esigenze della popolazione.
Il supermercato è ormai una realtà che verrà inaugurata nei prossimi mesi ma la realizzazione dei nuovi negozi proprio non va giù ai commercianti che hanno sottoscritto la mozione: «Non cogliamo alcun interesse pubblico su tutto ciò che ne segue o può seguirne – dicono – temiamo al contrario di cogliere solo il preminente interesse privato in tutta l’operazione. In altri termini, se era ritenuto utile ed opportuno l’arrivo di un nuovo supermercato, ancorché ciò sia avvenuto senza alcuna consultazione seria della categoria, ma non si ritiene affatto necessario né opportuno che il progetto venga ad essere esteso con interventi aggiuntivi che non porterebbero benefici ai residenti e che, anzi, minerebbero irrimediabilmente l’attuale rete commerciale del capoluogo e dell’intero territorio, e porterebbero un danno all’occupazione e all’economia». — G.S.
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