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Attacco al gregge «È una situazione sempre più pericolosa»
Predatori all’azienda Martellini in località Granaione Il figlio del titolare si rivolge ai carabinieri: «È un branco»
campagnatico
«Ecco, questa foto. Non è un cane di razza o un bel gattino. È “solo” una pecora. Una delle nostre pecore, uccisa, come altre, da un branco di lupi o incroci tra cani e lupi, nell’ennesimo attacco che subiamo. Ce n’era anche un’altra, si teneva a fatica sulle zampe, il ventre completamente aperto. Avrebbe dovuto partorire a giorni. Non ho avuto il coraggio di abbatterla... Ma così non si può andare avanti».
Dario Martellini parla per conto del padre Alfiero, titolare dell’azienda agricola Martellini Alfiero a Granaione, nel comune di Campagnatico. Due giorni fa l’azienda ha subito un attacco di predatori. Erano da poco passate le 9 del mattino, le pecore erano appena uscite dall’ovile e si trovavano nel campo. Il proprietario se ne è accorto dopo diverse ore, non vedendole rientrare. In tutto, con l’attacco precedente, sono dieci le pecore sbranate, sei adulte e quattro agnelli.
«Non siamo allevatori in senso stretto – dice Martellini –. Io lavoro come operaio edile ma tengo 40 pecore da carne perché mi piacciono gli animali, è una tradizione di famiglia perché le aveva anche mio babbo, e poi mi tengono puliti i campi. Abbiamo 20 ettari. Insomma, non lo faccio per guadagno. Anche in passato c’erano degli attacchi, ma non così di frequente. Forse una o due pecore all’anno e basta».
A trovare le carcasse è stato il figlio di 14 anni.
Martellini si è rivolto ai carabinieri, ai quali ha inviato anche alcune fotografie. All’attacco lui non ha assistito, ma è convinto che sia stato opera di un branco di lupi o ibridi. «Tutti gli attacchi sono avvenuti in pieno giorno ad opera di un branco di sette o otto lupi», dice. «Girano di giorno, in branco, indisturbati, vengono avvistati da residenti che sono al lavoro nei campi. Mi sento di dire che iniziano a non aver più paura delle persone. Dobbiamo aspettare che il prossimo attacco sia a un branco di ciclisti anziché a un branco di pecore perché si smuovano le coscienze? Forse gli amanti degli animali preferiscono vedere branchi di lupi in giro per le strade che un gregge al pascolo? Perché credo che non ci sia molto tempo prima che questo accada».
Martellini lamenta anche le difficoltà nell’ottenere rimborsi: «Non bastano le immagini – dice – ma vogliono esami clinici, video stile documentario. Non si vuole aiutare gli agricoltori del territorio». —
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