Il Tirreno

Grosseto

le casse di palazzo civico  

Tra incertezza e prudenza ecco la manovra di bilancio

Enrico Pizzi

Approvate in consiglio comunale le variazioni già presentate dalla giunta Vivarelli Colonna Preoccupa lo stanziamento non definitivo da parte di Roma

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grosseto

Incertezza e, dunque, prudenza, senza rinunciare a qualche iniziativa di rilancio. Sembra questa la linea delle manovre di bilancio del comune di Grosseto in questa fase tra emergenza Covid-19 e voglia di ripartire.

Incertezza e prudenza hanno guidato la variazione di bilancio approvata ieri dal consiglio comunale, arrivata dopo due manovre – quella di maggio che ha messo in sicurezza i conti dell’ente, e quella di luglio pensata per il taglio delle tasse – e prima della manovra che sarà portata in consiglio entro la fine di novembre per l’ultima variazione possibile al bilancio di previsione.

A caratterizzare la variazione approvata ieri è, innanzitutto, l’entrata di 2 milioni e 800mila euro che lo Stato trasferisce al Comune in aggiunta a un milione e 300mila euro già trasferiti tra maggio e luglio. «Non si tratta di uno stanziamento definitivo – spiega il sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – perché alla fine dell’anno il ministero dell’economia, se dovesse ritenere che ci sia stato trasferito più del dovuto, ci richiederà indietro le risorse. È, questa è– attacca Vivarelli Colonna – un’altra dimostrazione di come il Governo non ha saputo affrontare questa delicata vicenda. La soluzione sarebbe stata quella di farci usare gli avanzi di amministrazione di cui disponiamo, ma che restano vincolati e quindi bloccati».

Il meccanismo di trasferimento di oltre 4 milioni, con la prospettiva di vedersi richiedere indietro almeno una parte, non garantisce all’ente quella certezza necessaria per utilizzare le risorse. Per sicurezza, dunque, l’assessore al bilancio Giacomo Cerboni si è armato di forbici e ha utilizzato parte dei 2 milioni e 800mila euro per tagliare alcune voci di entrata incerte, come l’Imu (un taglio di 325mila euro) che si aggiunge al taglio di aprile, di 800mila euro e porta la previsione di entrata da Imu a 18 milioni per il 2020. Altro taglio significativo riguarda l’addizionale Irpef: un milione in meno, rispetto agli 8 milioni e 850mila euro già previsti. «Lo facciamo in via prudenziale – spiega Cerboni – perché il ministero non è stato in grado di fornirci dati recenti sulle dichiarazioni dei redditi». Non solo tagli, però. La tassa di soggiorno, che caparbiamente l’amministrazione non ha voluto cancellare, ma della quale aveva significativamente ridotto la previsione di entrata, porterà 100mila euro in più di gettito che saranno subito messi in bilancio per sostenere le attività culturali e di promozione del territorio e del turismo. Quello che resta dei 2milioni e 800mila euro milioni va nel fondo di riserva che, dopo la variazione di bilancio di ieri, si attesta su un milione e 800mila euro, accantonati per garantire eventuali ulteriori cali di gettito, maggiori spese per l’emergenza Covid o per eventuali emergenze autunnali. –

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