Il presidio
PensiAmo Scarlino boccia la Travison
Bilancio di un anno di mandato totalmente insufficiente «Non è andata in Regione, la sindaca si dedichi al Comune»
scarlino
È passato poco più di un anno dall’elezione della sindaca Francesca Travison e adesso Pensiamo Scarlino, guidata da Roberto Maestrini, ha deciso di stilare le pagelle.
La condotta della sindaca scarlinese e della sua giunta non è piaciuta al gruppo consiliare che parla di una sonora «bocciatura» su tutti i fronti. «Dopo un anno di proroghe – dice il gruppo politico – sono stati confermati i vertici degli uffici (tranne uno) senza risparmi, perdendo inoltre il segretario comunale al 50% con Gavorrano in cambio di uno meno presente e costoso, mentre dal palazzo è in corso un “fuggi fuggi” di dipendenti che certo non fa bene all’immagine dell’amministrazione comunale».
Maestrini parla poi di promesse sulla viabilità del Puntone a carico di Promomar «annunciate con prosopopea dal costoso staff di comunicazione delle quali rimane soltanto la coda di auto sulle Collacchie che ha caratterizzato l’estate». L’unica promessa mantenuta, secondo PensiAmo Scarlino, sarebbe quella della navetta definita però una «spesa con poco ritorno». E la lista conclude parlando delle «famose “Terme di Campo di Chiara” tanto promesse e che per pudore non vengono più rammentate, sparite dietro i fumi al litio dell’acqua a 39 gradi e ad un’urbanizzazione prevista che fa paura».
Maestrini avrebbe preferito che la sindaca di Scarlino fosse entrata in Regione: «Avrebbe guadagnato più soldi e fatto meno proclami roboanti, ma visto che non ce l’ha fatta speriamo che ora si dedichi a pieno al suo Comune, senza più le distrazioni di tempo ed energia di una campagna elettorale della quale non ci è parso che i suoi elettori scarlinesi fossero felici (visti i risultati elettorali) e sicuramente neanche consapevoli al tempo in cui l’hanno votata come sindaca del loro Comune». Insomma, per PensiAmo Scarlino, quello della sindaca è stato un anno che avrebbe potuto dare di più: «La sindaca – dice Maestrini – Si era presentata con una roboante campagna elettorale spaccando l’allora gruppo d’opposizione guidato dall’ex deputato Monica Faenzi, approfittando poi delle divisioni nel centrosinistra e del terzo incomodo della nostra civica, raccogliendo una vittoria scontata se pur non eclatante, con circa il 44% dei consensi. Poi è seguito il nulla, dopo la nomina di una giunta formata da illustri sconosciuti che ci sono sembrati in palese difficoltà, “Scarlino può” ha subito iniziato a perdere pezzi e lasciando il cambiamento sulla carta». —
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