Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Atti sessuali su minore Assolto il compagno della nonna della ragazza

p.s.

«Il fatto non sussiste», il pm aveva sollecitato la condanna a 4 anni e 8 mesi  La storia era emersa nel corso di una visita medica 

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Grosseto

L’accusa aveva chiesto 4 anni e 8 mesi. La difesa aveva sollecitato l’assoluzione. Il giudice ha accolto le tesi difensive: il fatto non sussiste. Si è concluso così il processo con il rito abbreviato davanti al giudice Marco Mezzaluna nei confronti di un 62enne accusato di atti sessuali ai danni della nipote della sua convivente. Una ragazzina che, all’epoca dei fatti contestati, aveva un’età che è andata dai 7 ai 16 anni.

Un crescendo di condotte anche particolarmente gravi che sarebbe maturato nel corso degli anni e che era stato portato all’attenzione della Procura quando la ragazzina, nel corso di una visita medica, parlò di questi episodi. La Asl fece una segnalazione, i carabinieri fecero accertamenti, la magistratura dispose un incidente probatorio. La giovane aveva ricostruito gli episodi, specificando che sarebbero avvenuti in casa della nonna di lei, dove si recava con una certa frequenza, anche magari soltanto per consumare il pranzo. La giovane non avrebbe chiarito se gli episodi attribuiti al compagno della nonna sarebbero avvenuti in presenza di quest’ultima. La Procura ne ha comunque ricavato elementi sufficienti per chiedere il processo.

L’uomo, difeso dall’avvocato Alessandro D’Amato, ha chiesto e ottenuto di discutere le accuse con il rito abbreviato, cioè sulla base dei documenti esistenti, senza l’ausilio di testimonianze o perizie, e con l’opportunità di beneficiare dello sconto di un terzo in caso di condanna. La discussione era avvenuta in un’udienza precedente, a luglio. Il giudice aveva poi rinviato per eventuali repliche. Il pm Valeria Lazzarini si era detta convinta delle responsabilità dell’uomo e della genuinità delle dichiarazioni della ragazza, nel frattempo diventata maggiorenne e assistita in questo procedimento – in cui si è costituita parte civile – dall’avvocato Diego Innocenti. L’avvocato D’Amato ha insistito invece sulle incongruenze da lui colte nel racconto della ragazza, ritenendo anche non credibile quanto riferito nel corso dell’incidente probatorio, in mancanza di riscontri oggettivi, e sottolineando alcuni punti di evidente contrasto.

Il giudice ha ritenuto che i fatti contestati non siano sussistenti. Occorrerà attendere due mesi, cioè la scadenza del deposito delle motivazioni, per comprendere cosa abbia orientato il convincimento del gup. L’imputato non era presente al momento della lettura del dispositivo. —





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