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M5s, polemica Velasco-Gori per il dialogo con il Pd

Francesca Ferri

Il capogruppo orbetellano: «Giacomo non è legittimato a trattare con nessuno» I consiglieri del capoluogo: «Scelta dettata dalle regole, sbagliato creare divisioni» 

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Francesca Ferri / grosseto

Polemica e reciproche accuse, all’interno del Movimento 5 stelle, tra il capogruppo pentastellato in consiglio comunale a Orbetello, Alfredo Velasco, e, dall’altra parte, i colleghi del gruppo consiliare grossetano Gianluigi Perruzza, Francesca Amore, Daniela Lembo e Antonella Pisani, e con Giacomo Gori, anima storica dei pentastellati grossetani.

In un articolo uscito mercoledì sul Tirreno Giacomo Gori ha parlato del percorso, avviato dal M5s con il Pd, per una coalizione in vista delle Comunali del 2021 a Grosseto. Percorso che non piace affatto a Velasco.

«Io, come tanti altri attivisti che votano a Grosseto, non abbiamo mai legittimato Gori a trattare, né col Pd né con altre forze politiche – tuona il consigliere orbetellano –. Dirò di più: non c’è mai stata, quantomeno non ci risulta, neppure un’assemblea degli aderenti al Movimento o una votazione in merito, né su questo argomento né sulla figura di Gori quale rappresentante del M5S grossetano o maremmano che dir si voglia. Peraltro la corrente di Gori è, stando ai risultati delle recentissime elezioni regionali, quella minoritaria all’interno del movimento locale». E ancora: «Io come tanti altri non ci sentiamo rappresentati da nessuno a livello locale, tanto meno da lui».

Gori non risponde, ma lo fanno i consiglieri grossetani che definiscono «irrispettose» e «al limite dell’offesa» le parole di Velasco. E ribattono: «Alfredo Velasco non è un attivista del M5s Grosseto, semmai un elettore, un simpatizzante. Un attivista del M5s Grosseto è colui che partecipa attivamente alle attività stabilite dal regolamento interno. Ma questo, Velasco fa finta di non saperlo. Un esempio di attivista, volendo rinfrescare la memoria al collega orbetellano, è proprio Gori».

Punto primo, «non c’è nessuna corrente, non c’è nessun candidato di Gori, anche perché chiunque può candidarsi con il M5S attraverso la piattaforma Rousseau. Creare queste divisioni, alimentare fazioni a colpi di preferenze sono abitudini che evidentemente ha ereditato durante la sua lunghissima vicinanza ai partiti degli anni 80, 90 e i primi del 2000».

Punto secondo, «la scelta di iniziare a dialogare con altre forze politiche e liste civiche (non solo Pd), per verificare le condizioni necessarie a far nascere un eventuale coalizione innovativa, è stata presa nel rispetto delle regole che ci siamo dati nel 2011 e che qualcuno vorrebbe ignorare imponendo maldestramente un “secondo M5s” supportato da una fantomatica associazione provinciale con a capo proprio Velasco. Scene di un film già visto, ma che non potrà mai alterare la realtà. L’utilizzo del nome e del logo è stato concesso ai consiglieri comunali direttamente da Beppe Grillo, unico detentore, e qualsiasi utilizzo abusivo o addirittura privato (come abbiamo visto fare) non è tollerabile».

Punto terzo, le attività con il Pd in vista di una coalizione «sono ampiamente e totalmente condivise con i riferimenti toscani e nazionali – dicono i consiglieri grossetani – tanto più che il nostro singolare approccio e la nostra consolidata preparazione è ritenuta un esempio virtuoso da replicare». E, anzi, continueranno (con il Pd e con le altre forze politiche) «e vedranno, come è già avvenuto, la partecipazione di tutti noi consiglieri comunali del M5s Grosseto». —



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