Il Tirreno

Grosseto

il dramma a “chi l’ha visto?” 

«Vado a vivere da mio padre» Sul pc di Elena il gioco per sparire

Gabriele Baldanzi
«Vado a vivere da mio padre» Sul pc di Elena il gioco per sparire

La rivelazione nei messaggi di Whatsapp della 17enne La mamma: «Suo babbo è qui, non esiste nessun altro» 

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«Il mondo mi sta a crolla’... tra una settimana vo ad abita’da mi’padre».

C’è scritto così in un messaggio che Elena Nemteanu invia all’ex fidanzato pochi giorni prima di scomparire. È uno degli elementi-chiave dell’esposto-denuncia presentato lunedì 14 settembre alla Procura della Repubblica di Grosseto dai genitori di Elena, tramite l’avvocato Alessandro Risaliti, per chiedere che il caso venga trattato adesso come un sequestro di persona nei confronti di un minore. Non c’entra nulla, ovviamente, l’ex fidanzatino di Elena con la scomparsa, ma quel messaggio rimasto nel suo telefono ed emerso grazie a “Chi l’ha visto? ” è forse da collegare alla volontà di Elena di cambiare vita? Il computer della giovane da ieri è all’esame degli esperti informatici. Si cerca un’applicazione, un “gioco” digitale che si chiama Second Life e che potrebbe aver permesso alla ragazza di organizzare la sua nuova vita, lontano da qui. Attenzione, però, le parole scritte da Elena su Whatsapp non hanno alcun fondamento. Il padre, che lei adora, è Sorin Muraru, coniugato Nemteanu. Non ci sono altri genitori. A chi si riferiva, allora, la diciassettenne con quelle parole, «tra una settimana vo ad abita’da mi’ padre?». Mamma Mihaela non ha spiegazioni: «A volte Elena se ne veniva fuori con storie che non stanno né in cielo né in terra, ma è impossibile che ci sia un fantomatico padre che la aspettava. Non esiste in Italia, non esiste in Romania».

Da qui, però, è presumibile che siano ripartite le indagini. I giorni senza Elena sono adesso 48. Non ne è trascorso uno senza che mamma Mihaela e babbo Sorin non si siano interrogati sulle ragioni della sparizione, sulla compagnia e la destinazione scelta da loro figlia. Fuga volontaria, sicuramente, ma non certo programmata per durare a lungo. Questa resta la loro convinzione. «L’ho detto e ripetuto decine di volte – spiega – che mia figlia è scappata di sua volontà, ma adesso si trova segregata da qualche parte, senza che le venga data la possibilità di mettersi in contatto con noi. C’è qualcuno che la tiene prigioniera. Non ha soldi, telefono e vestiti. Come si fa a non pensare al peggio?».

Mihaela ricorda che quell’ultimo giorno Elena era particolarmente agitata: «Ha rifiutato di cenare con noi ed è andata nella sua cameretta per preparare lo zaino – racconta a Chi l’ha visto? – il giorno successivo dovevamo andare al mare, a Principina, per le vacanze. Noi crediamo che Elena sia andata in bagno per qualche minuto e alle 20,30, più o meno, sia uscita di casa, di nascosto. Se ne è accorto proprio il suo babbo, che è sceso scalzo per le scale, sperando di trovarla fuori dal portone, rimasto aperto...».

Dei numeri di telefono scritti su una pagina (strappata) di un’agendina, una pochette, il profumo preferito. Non ha preso altro Elena. Ha lasciato il cellulare, i soldi, i documenti, i vestiti. Proprio quello che viene suggerito a chi non vuole essere rintracciato, a chi vuole una vita nuova.

È possibile che nessuno conoscesse i suoi propositi? Ieri sera, nel corso della trasmissione “Chi l’ha visto?”, è emersa questa nuova pista, suggerita da un telespettatore. Un discorso a parte meritano le segnalazioni. Di alcune si sta cercando di verificarne la veridicità: una signora, infatti, dopo aver visto la trasmissione “Chi l’ha visto? ” si è ricordata di aver visto Elena Miruna, a fine agosto, a Diano Marina, località di mare che si trova in Liguria.

Una segnalazione ritenuta importante che Mihaela ha subito girato alla questura di Grosseto. Ci sarebbero anche altre due segnalazioni provenienti sempre dalla Liguria, dalla zona di Rapallo. Domani il fratello minore di Elena è atteso in Questura. Potrebbe conoscere alcuni “segreti” della ragazza, dettagli utili alle indagini, qualcosa che ha ascoltato o che gli è stato confidato. Ci sarà anche lo psicologo, come previsto in questi casi.

A scuola, al Liceo Rosmini, intanto, il banco di Elena resta vuoto. La aspettano compagne di classe e insegnanti. La aspettano, sperando di poterla vedere arrivare presto, sedersi al suo banco e dimenticare questi giorni che per i genitori della ragazza sono diventati un calvario.

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