In aggiornamento
«Il Pd in provincia torna essere il primo partito Ripartiamo da qua»
Il segretario Giacomo Termine, Mauro Barbini e Federico Badini ringraziano gli elettori «Continueremo a difendere il nostro tessuto sociale»
GROSSETO
Giacomo Termine, segretario provinciale del Pd, così commenta i risultati. «Leonardo Marras è stato “preferito” da 18215 cittadini, Donatella Spadi da 4356, Giampaola Pachetti da 3857 e Enrico Tellini da 780. Questi voti sono un segno di apprezzamento straordinario, indice del legame che hanno saputo costruire quelle che sono quattro persone speciali. Follonica ha di nuovo il suo sindaco, Andrea Benini. Un’elezione che vale il doppio perché è stato confermato due volte dai cittadini. Il terzo dato incontrovertibile è che il Pd è tornato a essere il primo partito in provincia, nel capoluogo e in tutti i centri urbani più grandi. Sono tre fatti positivi che rendono questa giornata bellissima. Il Pd, per la fiducia che i cittadini gli hanno affidato, ha il compito di continuare a difendere il tessuto sociale. Dovremo farlo insieme ai sindaci e ai consiglieri, alle associazioni dell’impresa e del lavoro. Il Pd ci sarà senza ricercare egemonie numeriche, ma solo con la forza della proposta e del rispetto. Grazie a tutti i cittadini».
Mauro Barbini, segretario dell’Unione comunale di Orbetello. «A Orbetello queste elezioni regionali hanno registrato un successo del Pd - dice - e un arretramento consistente delle destre. Un successo del Pd in termini di voti, percentuali, partecipazione e orgoglio. Siamo il primo partito, abbiamo il candidato più votato (che ha raddoppiato i voti del 2015), abbiamo avuto un buon successo con la candidatura di servizio di Enrico Tellini (a cui va il plauso e la riconoscenza di tutto il partito), un risveglio dell’orgoglio nei nostri militanti e iscritti. I nostri avversari tenteranno di edulcorare questa verità, vi parleranno di distacco, di successo personale, di ovvia vittoria». Vanno ricordati alcuni passaggi: «la discesa di Salvini accolto da folle festanti, a conti fatti erano più persone in piazza che voti nelle urne, la disfatta dell’assessore Minucci, che prende meno voti di quando è stato eletto consigliere comunale e il 50% di voti in meno del capolista del Pd, le farneticazioni di un sindaco che da previsioni convulse e con una scialorrea comunicativa riesce a mettersi gratuitamente contro il consigliere regionale più votato di sempre in provincia. Ci sarà tempo per valutare i danni che questo comportamento potrebbe portare alla comunità, per ora un grazie ai 2773 concittadini che hanno votato Giani; gli elettori del Pd che ci hanno premiato con quasi 2000 preferenze; gli iscritti, attivisti, amici, alleati presenti e futuri per la generosità e il rispetto. Da qui ripartiamo per costruire con tutte le forze di opposizione una concreta possibilità di vittoria nelle prossime amministrative».
Federico Badini, segretario dell’Unione comunale del Pd a Castel del Piano. «Il Pd - dice - che torna a essere la prima forza politica di Castel del Piano con il 35%, sopra la media provinciale. Il centrodestra che, a un anno dalle Comunali ed Europee, scende sotto il 50%. Marras che a Castel del Piano raccoglie 395 preferenze, più che raddoppiando il risultato di cinque anni fa. Il lavoro di queste settimane è stato ripagato da queste tre piccole soddisfazioni, anche se c’è ancora molto da fare», esordisce così Badini. «Abbiamo lavorato molto per queste regionali, siamo soddisfatti del risultato ma saremmo entusiasti solo quando riusciremo a riportare il centrosinistra davanti al centrodestra. Il trend dell’Amiata e della provincia non ci consola e, anzi, deve essere uno stimolo a lavorare di più e meglio. Dobbiamo capire tutti gli aspetti di questo risultato– conclude Badini – per ridare a Castel del Piano un progetto inclusivo e competente che rimetta il paese al centro dell’Amiata ridandogli una visione proiettata verso il futuro». —
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