Il Tirreno

Grosseto

l’analisi 

Benini fa il pieno di voti là dove ha vinto la Ceccardi

Michele Nannini

La città premia l’ex primo cittadino ma alle regionali boccia Eugenio Giani La sezione 12 roccaforte del candidato del centrodestra che segna +53

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FOLLONICA

Sedici mesi dopo la prima tornata elettorale i cittadini di Follonica non hanno in pratica cambiato idea.

Con i dovuti aggiustamenti tipici di un ballottaggio sono molte le similitudini fra il voto del 2019 e quello dello scorso week end, tanto che in molte sezioni le due tornate elettorali hanno in pratica riproposto gli stessi voti con scostamenti di poche unità.

In qualche caso invece la forbice si è notevolmente modificata anche se non in maniera sufficiente a sancire il sorpasso fra Massimo di Giacinto e Andrea Benini. Nel computo totale delle preferenze Benini ha guadagnato 108 voti, più netta la crescita di Di Giacinto che è cresciuto di 451 preferenze.

Rispetto al primo turno il candidato del centrodestra ha potuto godere dell’appoggio delle liste In movimento per Follonica e Follonica nel cuore ma agli effetti pratici meno di metà dei voti raccolti dalle due liste (in totale 932) sono andati a Di Giacinto che ha ereditato quasi tutti i voti di Alberto Aloisi e Francesco De Luca senza modificare il risultato del primo turno.

Un altro dato che si è ripetuto è la netta differenza fra gli stessi partiti nelle altre consultazioni effettuate assieme a quella comunale: nel 2019 si svolsero anche le elezioni europee nelle quali la Lega superò il 33%, con Forza Italia al 7% e Fratelli d’Italia quasi al 5%, un pacchetto di voti che però non si riversò in pari misura nella votazione comunale; stessa situazione nel voto di domenica e lunedì, con Susanna Ceccardi capace di battere seppur di misura a Follonica Eugenio Giani con risultato invece completamente opposto nel ballottaggio.

Nel dettaglio ecco i dati più interessanti. Le sezioni nelle quali Benini ha aumentato il proprio vantaggio sono la 1 (+16 Benini, +6 Di Giacinto) la 2 (+16 per il neosindaco e –21 per Di Giacinto), e la 5 (+11 per Benini, +3 per Di Giacinto) mentre quelle in cui è stato il candidato di centrodestra a recuperare sono state la 6 (+24 per Di Giacinto, +1 per Benini), la 8 (+48 per Di Giacinto, +6 per Benini), la 11 (+20 per Di Giacinto, –1 per Benini), la 12 (+53 per Di Giacinto, –17 per Benini, maggior scarto in assoluto fra i due turni), la 14 (+24 Di Giacinto, –2 Benini), la 16 (+29 Di Giacinto, +6 Benini), la 20 (+59 Di Giacinto, –1 Benini), la 21 (+54 Di Giacinto, +2 Benini) e la 22 (+35 Di Giacinto, +5 Benini).

La differenza l’hanno così fatta le altre sezioni, quelle nelle quali Benini ha in pratica mantenuto o comunque difeso il proprio vantaggio. Curioso infine anche il dato dei voti nulli (211, quasi il 2%) e bianchi (171, l’1, 49%), il che in una consultazione nella quale l’unica scelta era mettere la croce sull’uno o sull’altro candidato evidenziano come una parte di cittadini abbia voluto comunque esprimere il proprio dissenso nei confronti di entrambi i candidati.

In totale i votanti del primo turno furono 12. 160 contro gli 11. 440 del ballottaggio (-720). —

Michele Nannini

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