Virus, 14 elettori votano a domicilio
Qualche fila all’alba a Follonica, ma nessun intoppo. Qui pro quo a Castiglione tra presidente di seggio ed elettrice
grosseto
Acquazzoni a parte, è filato tutto liscio nel primo giorno di tornata elettorale, grazie soprattutto alle energie messe in campo dal comune capoluogo su cui “grava” anche l’incombenza della consegna, prelievo, custodia e scrutinio delle schede dei cittadini di tutti i municipi della Provincia che, su richiesta, esercitano il diritto di voto rimanendo nel proprio domicilio “causa” Covid. Alle 19 di ieri in provincia di Grosseto aveva votato il 33,7% degli aventi diritto, 59.731 elettori su 177.334; Follonica – dove si vota non solo per il rinnovo della presidenza e del consiglio regionale e per il referendum sul taglio del numero dei parlamentari, ma anche per scegliere il sindaco mediante ballottaggio tra i candidati Andrea Benini e Massimo Di Giacinto – è il secondo comune in cui alle 19 si è registrata l’affluenza più alta, il 37%, dopo Montieri (42,6%).
Di fronte ai seggi ad alto tasso di elettori negli elenchi, qualche fila si è formata: ma anche grazie all’abnegazione di 22 volontari delle organizzazioni di protezione civile della Provincia sono stati evitati assembramenti. Anche ai seggi mobili per “voto Covid” – sono 8 aggregati alla sezione n. 71 dell’ospedale Misericordia – presidenti e scrutatori (tutti medici o infermieri, volontari) hanno avuto da fare: a sabato erano 13 le richieste di voto a domicilio per quarantena o isolamento fiduciario – 9 su Grosseto e 4 fuori del capoluogo – e ieri ne è giunta un’altra che sarà soddisfatta oggi. «A conferma – nota l’assessore Giacomo Cerboni – che abbiamo fatto bene a tenere la linea a garanzia del diritto costituzionale», quando una prima circolare del ministero poneva al 15 settembre il termine entro cui fare domanda per voto a domicilio, discrimen che avrebbe escluso chi avesse scoperto di essere positivo o coinvolto in un’indagine epidemiologica dopo quel termine.
Temendo lunghe attese, i follonichesi hanno messo la sveglia all’alba, tant’è che in alcuni seggi le file si sono create alle 7. Qui pro quo a Castiglione della Pescaia tra elettrice e presidente di seggio: lei ha chiesto se fosse corretto votare un candidato presidente e dare la preferenza a una lista a lui non collegata. Il presidente ha risposto che il voto sarebbe stato annullato. E invece il voto disgiunto è ammesso. Così è intervenuto il sindaco Giancarlo Farnetani: l’ufficio elettorale ha inviato una nota ai presidenti dei seggi castiglionesi perché non entrino nel merito di delucidazioni; è all’atto dello scrutinio che si valuta la validità del voto. E alle 13 l’ufficio elettorale regionale ha chiarito alcuni dubbi proprio sulle modalità del voto disgiunto. –
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