Il presidio
Minacce alla madre per farsi dare il denaro
Condannato per maltrattamenti un cinquantenne: voleva comprare alcolici e droga. Un calvario durato venti anni
Grosseto
Non soltanto le offese, non soltanto le minacce («ti taglio la gola, ti spezzo le gambe»), non soltanto le percosse. Ma anche un tentativo di entrare in casa, poi attuato mediante una scala. Il tutto sotto l’effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti, con lo scopo appunto di reperire o acquistare vino e droga. Un complesso di situazioni che andava avanti da un ventennio e che la Procura ha identificato come maltrattamenti in famiglia, ai danni della madre. Messo in carcere in esecuzione di una misura cautelare, adesso l’uomo – poco più che cinquantenne, abitante in un centro della montagna – è stato condannato con il rito abbreviato a 2 anni dal giudice Giovanni Muscogiuri, che ha anche ordinato la sospensione del reddito di cittadinanza eventualmente erogato, inviando gli atti all’Inps.
L’uomo ha detto di essere estraneo alle accuse, ha spiegato che sarebbe stata tutta una manovra dei suoi fratelli finalizzata a impossessarsi di abitazione ed eredità. Una tesi che non ha convinto il giudice, che ha ripercorso anche i numerosissimi precedenti dell’imputato e anche appunto gli ultimi venti anni, l’arco di tempo nel quale si sarebbero articolati i maltrattamenti. L’uomo si sarebbe procurato il denaro per comprare la droga frugando nel borsello della madre e avrebbe anche fatto sparire oggetti preziosi. C’è dell’altro: a gennaio avrebbe appiccato il fuoco nelle vicinanze della casa della famiglia (come confessato da lui alla madre), distruggendo una legnaia, un moto carro e attrezzi da lavoro. Morto recentemente il padre, l’unica persona capace di limitare il comportamento dell’imputato, la madre era stata costretta a rivolgersi ai carabinieri. Anche perché il figlio aveva cercato di entrare in casa, senza un motivo. I comportamenti aggressivi sono stati confermati dai fratelli e dai familiari, che hanno parlato anche del frequente stato di ubriachezza e dei tentativi di pretendere soldi dalla madre, delle minacce con arnesi a qualsiasi ora del giorno e della notte. Il medico di famiglia ha attestato la situazione di grande sofferenza della donna. Le forze dell’ordine hanno specificato che anche nei loro confronti venivano attuate le minacce. Tutto si era fermato all’inizio dell’anno solo perché l’uomo era stato messo in carcere, nota il giudice. Che ha ritenuto di stabilire un’equivalenza tra le attenuanti e la recidiva. — p.s.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google