Il Tirreno

Grosseto

Quelli che per la vela ci mettono l’anima Desiré, Mimmo e gli altri volontari

Giulia Sili; giulia sili
Quelli che per la vela ci mettono l’anima Desiré, Mimmo e gli altri volontari

C’è chi fa l’artigiano e ha sospeso l’attività pur di esserci C’è chi ha un bar ma comunque vuole partecipare 

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FOLLONICA

C’è chi fa l’artigiano e ha sospeso la sua attività pur di far parte dell’evento come volontario, chi arriva da Firenze e chi, nonostante abbia un bar da mandare avanti, vuole esserci perché ha «il cuore dentro al circolo della Lega Navale Italiana di Follonica».

Per rendere possibile lo svolgimento del Cico 2020, ovvero il Campionato italiano classi olimpiche, sono indispensabili i volontari e, nel caso di Follonica, questi sono veramente tanti: circa 100, tra chi sta in acqua e chi si occupa delle necessità a terra. Desirè Romano ha un bar in via Litoranea ma da giugno fino a settembre si occupa dei più piccoli iscritti al circolo: Il pomeriggio, dopo i corsi di vela, insegna ai bambini quali sono i i venti e come si fanno i nodi. Un lavoro importante che si unisce a quello fatto in mare dagli insegnanti. «Da anni faccio questo lavoro – dice – perché il mio cuore è qui». Desiré insieme a Germana Curini in questi giorni concitati si occupa di tutto quello che c’è da fare: ieri era necessario occuparsi della consegna delle magliette ufficiali dell’evento ma ogni giorno c’è qualcosa di nuovo. Germana dopo tanti anni passanti al Nord è tornata a Follonica ed è volontaria della Croce Rossa. Al circolo anche lei si occupa di diverse mansioni perché, dice, «c’è sempre qualcosa da fare».

Marco Gaggioli, è un artigiano e un volontario della Croce Rossa che in questi giorni si sta occupando del salvataggio in acqua: «L’evento sta andando bene anche se abbiamo avuto diversi interventi importanti – dice – nel primo giorno 4 atleti si sono provocati dei tagli e siamo intervenuti: c’è chi ha preso le bomate in testa e chi si è fatto un taglio sotto al piede». L’impegno è tanto per tutti e dalla mattina alle 10 fino a chiusura dell’evento, che termina intorno alle 18, il lavoro non manca.

Marco Bonazia, 28 anni, neo laureato in giurisprudenza, arriva da Roccastrada. La sua passione per la vela è nata da ragazzo e partecipare all’organizzazione del Cico per lui è un divertimento: «Essendo di Roccastrada la vela per noi da bambini non esisteva – dice – però attraverso amici ho conosciuto questo mondo e mi ci sono appassionato. Da una decina di anni vengo a dare una mano quando hanno bisogno». Wendy Bridgmen è australiana e vive a Firenze con il marito ma la Maremma è una sua grande passione tanto che ormai da 15 anni passa qui le sue estati. «Ogni estate vengono qua – dice – Mio marito viene spesso perché ha un ruolo nel circolo e abbiamo partecipato come volontari anche lo scorso anno, per i mondiali. Siamo tornati anche perché ci siamo divertiti». Ma Follonica per lei non è soltanto la vela: «Qua c’è un mare meraviglioso – dice – in passato abbiamo avuto una casa in Versilia ma il mare qua è infinitamente migliore. La Versilia offre altre cose più mondane ma qua è un’altra cosa».

Sandro Nocchi, ha 77 anni e viene da Venturina ogni giorno per partecipare come volontario all’evento. La passione per la vela per lui è una questione di vecchia data ed è riuscito a trasmetterla al figlio. «Qua ho trovato un bel gruppo unito – dice Sandro – e mi fa piacere farne parte. Non sono nelle condizioni ottimali di salute ma è un modo per passare il tempo».

Infine Domenico Rizza, per tutti Mimmo, gavorranese da anni legato al circolo di Follonica: «Stiamo organizzando una manifestazione al limite delle capacità – dice – ci sono veramente tantissime barche. C’è stata una concomitanza di fatti che ha fatto sì che le scadenze per le iscrizioni si vanificassero e le barche sono state più del previsto. Nonostante questo le cose stanno andando bene – conclude – non è facile ma ci stiamo provando». —



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