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Parco della Maremma da record, le presenze volano al +16 per cento

Francesca Ferri
Parco della Maremma da record, le presenze volano al +16 per cento

Nell’anno della pandemia il polmone verde attira visitatori. Quintuplicate le persone arrivate in bici

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ALBERESE. Un po’ c’era da aspettarselo: cosa c’è di meglio, quando in giro c’è una pandemia provocata da un pericoloso virus, che abbandonarsi a pieni polmoni nell’aria pulita di un Parco, immersi nella natura, tra campagna, bosco, spiaggia e mare? Di certo però non era prevedibile la misura del successo: presenze schizzate a oltre il 16% in più rispetto al 2019 e una vera, benvoluta, invasione di biciclette, quintuplicate rispetto agli standard.

Può, a buona ragione, gongolare il Parco regionale della Maremma, polmone naturale nella già naturalissima Maremma. I dati delle presenze di quest’anno stracciano ogni record. Dal 1° giugno alla seconda settimana di settembre i visitatori sui diversi itinerari sono stati 26.635, con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2019 del 16,07% (nel 2019 erano stati 22.947).

E questo nonostante lo scorso anno fosse stato particolarmente positivo per i flussi registrati, e nonostante l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, ha tenuto il Parco chiuso per due mesi dal 12 marzo al 20 maggio e proprio nella stagione più amata per le escursioni. Un’emergenza, tra l’altro, non ancora terminata.

Venti le guide delle due cooperative – Le Orme e La Selva – con cui il parco ha un accordo a seguito di gara, che erano in cassa integrazione e che sono tornate ad accompagnare i visitatori (accompagnamento obbligatorio durante il periodo di rischio incendi, quest’anno prorogato al 25 settembre).

Non hanno invece mai smesso di lavorare i ventidue dipendenti e i collaboratori che, anche a cancelli chiusi, hanno mantenuto il Parco sempre in primo piano sui social e in rete, con un lavoro di promozione che ha dato i suoi frutti. La customer care attiva su Facebook ha ricevuto, dal 1° giugno al 1° settembre, 4.367 messaggi di richiesta informazioni contro i 1.859 dello stesso periodo del 2019, mentre il sito ha registrato 179.750 visite contro 137.740 del 2019.

Oltre alle presenze, un dato impressionante è quello delle persone che hanno deciso di andare al Parco della Maremma in bicicletta. Ad agosto dello scorso anno è stato installato un conta-biciclette vicino alla sbarra di Vaccareccia, da cui si accede al parcheggio per Marina di Alberese, che registra il passaggio delle biciclette in entrata (transito lungo la pista ciclabile Alberese-Marina) e in uscita (biciclette entrate dalla strada degli Olivi e uscite utilizzando la strada della Pinastrellaia e la ciclabile di Marina di Alberese). Ebbene dal 1° gennaio al 31 agosto (considerando anche il periodo di chiusura per il lockdown) ci sono state 40.477 bici in ingresso e oltre 51mila in uscita. Ad agosto 2019 i dati erano 11.678 in entrata e 14.781 in uscita.

Numeri che confermano che la strategia della mobilità ciclabile, cui è stata rivolta particolare attenzione negli ultimi anni, sta dando ottimi frutti e rappresenta anche un importante indotto per le aziende che noleggiano le biciclette e per tutto l’indotto. Sono un centinaio gli agriturismi della zona e tutti hanno registrato il tutto esaurito. Un aiuto l’ha dato anche il ponte sull’Ombrone, fresco di realizzazione, che collega il Parco a Grosseto.

Ma è andata bene anche la navetta tra il parcheggio e Marina di Alberese, per lo meno al netto delle iniziali difficoltà quando le regole anti-Covid obbligavano alla prenotazione del servizio. Attiva a luglio e ad agosto e poi prorogata sino al 13 settembre, è stata utilizzata da circa 21.500 persone. «Ringraziamo la Pro loco di Alberese che non ci ha fatto mancare il supporto per gestire i momenti di maggiore afflusso», dice il direttore Enrico Giunta, sottolineando lo sforzo per realizzare un modo alternativo all’auto per arrivare in spiaggia. Le soste auto e moto dal 23 maggio al 14 settembre sono state 36.882 (erano 32.695 nello stesso periodo del 2019).

«È stata un’utenza abbastanza classica: locale e toscana, ma anche nazionale e dal Nord Europa. Sono mancati gli inglesi – dice la presidente Lucia Venturi – ma comunque anche in questi giorni continuano ad esserci le file agli ingressi. Siamo sempre stati positivi rispetto a questa stagione, ma certo un risultato così non potevamo immaginarlo, anche perché fino alla fine le modalità della riapertura erano incerte».

Insomma, è chiaro: «Il Parco rappresenta un volano per il nostro territorio», conclude Venturi. —


 

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