Il presidio
Dopo due settimane riapre il ristorante Da Venerio
La struttura era stata costretta alla chiusura temporanea all’inizio di settembre dopo che un dipendente era risultato positivo al virus
/ castel del piano
L’incubo è finito e il risveglio, per fortuna, non ha lasciato “ferite”, se non quelle economiche. Dopo due settimane di stop ha riaperto a Castel del Piano l’albero ristorante Da Venerio, una delle strutture simbolo del paese e di tutta l’Amiata, fondato da Venerio Imbasciati e dalla moglie Maria.
Da Venerio era stato costretto a uno stop forzato dopo che la mamma di un dipendente (una signora che risiede ad Arcidosso) il 31 agosto era stata colpita da Covid-19 ed era stata ricoverata all’ospedale di Grosseto.
La signora si reca spesso al ristorante e così il titolare, Riccardo Imbasciati, non aveva esitato un attimo e aveva chiesto che l’Asl sottoponesse immediatamente i dieci dipendenti al tampone e contemporaneamente aveva deciso di disdire le prenotazioni, pur senza chiudere.
Quando l’indomani i risultati avevano rilevato che un dipendente era risultato positivo, il ristorante ha chiuso.
Il dipartimento di Prevenzione Asl aveva avvato le indagini epidemiologiche per rintracciare le persone venute a contatto con la signora e con il figlio e aveva raccomandato a tutti coloro che aveva frequentato il ristorante o l’albergo, in particolare dal 21 agosto al 31 agosto, di fare attenzione ai sintomi riconducibili al Covid e, anche in assenza di questi, aveva invitato a interpellare il proprio medico di famiglia per eseguire il tampone.
La decisione di Imbasciati di chiudere preventivamente aveva trovato d’accordo il sindaco Michele Bartalini, che lo aveva ringraziato pubblicamente a nome di tutta la popolazione e suo personale».
«Trascorse le due settimane di quarantena abbiamo sottoposto i dipendenti a nuovo tampone – spiega Imbasciati – e stavolta sono risultati tutti negativi. Così abbiamo fatto sanificare l’albergo e il ristorante e lunedì scorso abbiamo riaperto».
Un sospiro di sollievo, non solo per aver trovato tutti in salute, ma anche per aver ripreso l’attività.
La chiusura di due settimane in un periodo così fruttuoso per le presenze in Amiata si è fatta sentire. Come se non bastasse, è coincisa con l’evento clou dell’estate amiatina, il passaggio del Giro Rosa, il giro d’Italia professionistico femminile, che ha richiamato tantissimi appassionati, oltre che alle atlete e ai loro team.
«Anche noi avevamo una prenotazione da parte di un gruppo che sarebbe venuto in occasione del Giro Rosa – dice Riccardo Imbasciati – ma purtroppo è andata così».
Il ristoratore calcola che il danno economico possa essere di non poca entità: «Credo che siamo sui 40mila euro di fatturato perso. E presumo non ci siano compensazioni». —
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