Il Tirreno

Grosseto

La carica dei 20mila alla prima campanella Si torna in aula dopo oltre sei mesi di stop

La carica dei 20mila alla prima campanella Si torna in aula dopo oltre sei mesi di stop

Finisce l’interruzione che dura dal 5 marzo, ma niente abbracci e corse per le scale: tutti in fila per i turni di ingresso

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GROSSETO

È arrivata la tanto attesa prima campanella post Covid, per gli oltre 20mila bambini e ragazzi della provincia di Grosseto che oggi tornano tra i banchi.

Le scuole del territorio (32 pubbliche, cui si aggiungono le parificate e il Centro istruzione per gli adulti) hanno spalancato le porte dopo oltre sei mesi di chiusura dal lockdown, a marzo, se si esclude il momento degli esami di maturità.

In realtà non tutti hanno ripreso in presenza da oggi, perché là dove non è stato possibile fare altrimenti per garantire da subito la distanza di sicurezza, sono stati organizzati rientri scaglionati con alcune classi solo delle scuole superiori che possono iniziare anche con la didattica a distanza. È il caso del Fossombroni a Grosseto, per fare un esempio.

Tutti gli altri, invece, eccoli in fila a distanza di sicurezza, i più piccoli per mano ai genitori, intimoriti quelli del primo anno di elementari, più spavaldi quelli degli anni successivi, più chiacchieroni i “grandi” delle medie e delle superiori.

Ma per tutti niente baci e abbracci di rito, come è mancato salutarsi l’ultimo giorno prima delle vacanze, perché con il Covid non si può. E allora sorrisi celati dietro le mascherine (sono esentati dall’indossarla solo i bambini fino a sei anni), sguardi ansiosi e qualche lacrima, in attesa del turno per entrare in classe.

Sì, perché questa è la prima delle novità con cui bambini, ragazzi, familiari, insegnanti e personale della scuola dovranno fare i conti. Niente corsa per le scale tutti insieme, all’entrata e all’uscita, ma in fila indiana a distanza di un metro lungo i percorsi appositamente segnalati pressoché in ogni scuola, in orari prestabiliti e cadenzati, sanificazione delle mani, in molti casi termoscanner a campione per misurare la temperatura corporea e via dentro alla classe, ognuno al proprio posto, dove si resta seduti per tutto il tempo della lezione, tranne che per andare in bagno nelle fasce orarie previste.

Da dimenticare per ora la ricreazione nel corridoio, quei dieci minuti di chiacchiere rumorose prima di riprendere la lezione per la seconda parte della mattinata.

Così come sono da dimenticare le attività di gruppo, le gite scolastiche, le ore di laboratorio a meno che non ci siano le condizioni per garantire la sicurezza.

Le linee guida, a Grosseto, sono state presentate dalla Asl ai dirigenti scolastici, che sono tenuti al rispetto delle regole, ma con la possibilità di fare variazioni (più restrittive) secondo l’organizzazione, i numeri e gli spazi della propria scuola.

La situazione è in continua evoluzione, le indicazioni pure, molto lo farà il senso di responsabilità di tutti – ragazzi, personale della scuola, familiari – nel rispettarle. Ad oggi è l’unica possibilità per non tornare rapidamente a fare lezione dietro lo schermo di un computer. —

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