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Istia dimenticata: spazi abbandonati, servizi ko

Francesca Ferri
Istia dimenticata: spazi abbandonati, servizi ko

I campi da tennis, già area di cantiere, sono fermi da un anno. Quello da calcio è usato per far fare i bisogni ai cani 

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ISTIA D'OMBRONE. Dai cassonetti della spazzatura stracolmi agli stalli per motorini perennemente occupati dalle moto e al parchetto per i bambini “occupato” la sera dai ragazzi più grandi che sporcano e deturpano. Ma, su tutto, la situazione degli impianti sportivi o, meglio, di quel che ne rimane: abbandonati, cadenti, un pugno negli occhi per chi li guarda e uno spazio inutilizzato, sprecato.

Benvenuti a Istia d’Ombrone. Le criticità che i residenti hanno portato all’attenzione dell’amministrazione comunale lo scorso luglio, durante il tour che tecnici ed esponenti del Comune hanno compiuto nelle frazioni, per presentare il Piano strutturale e operativo del Comune di Grosseto sono ancora tutte lì. Nulla è cambiato.

Torna a riaccendere i riflettori sui problemi cronici della frazione Anis Hassan, ex edicolante del paese, residente di Istia e attento osservatore di quel che accade nel borgo.

«Prendiamo i campi da tennis accanto al centro di canottaggio – dice Hassan –. Sono stati a lungo area di deposito del cantiere per i lavori di sistemazione della pavimentazione in centro storico. Ma i lavori sono finiti nel giugno del 2019 e da allora sono rimasti così». La fotografia parla da sola: recinzione abbattuta, rete arancione ancora semiattaccata, impiantito ricoperto da folta vegetazione e, ovvio, niente che ricordi che in questo luogo un tempo si giocava a tennis.

«Ora che inizia la scuola a Istia ci saranno i soliti problemi di parcheggio – dice Hassan – e questo spazio, con un po’ di anticipo e organizzazione, avrebbe potuto essere trasformato almeno in un parcheggio, visto che ormai non ci sono più nemmeno le palline per giocare».

Non va meglio con il calcio. «Abbandonato, non ci sono altre parole – dice Hassan –. L’unica attività fisica che ci viene fatta è far correre i cani, visto che i padroni li portano qui a fare i loro bisogni. E invece potrebbero essere il posto giusto da sistemare e offrire come luogo di sport e socialità ai ragazzi di 12-15 anni, che qui potrebbero dare due calci al pallone, invece di far danni ai giardini dei più piccoli». E proprio questo problema torna periodicamente. «L’altra sera dei ragazzi hanno passato l’intera serata ai giardini dei bambini a far scoppiare i petardi», dice Hassan. Luogo sbagliato e passatempo discutibile. «Il problema – dice Hassan – è che i ragazzi di quell’età qui a Istia non hanno un posto dove ritrovarsi». Lo stesso centro di canottaggio è ancora in attesa di conoscere il proprio futuro. E se per gli interventi più corposi serve ovviamente tempo, non va meglio con quelli più immediati, come la realizzazione di qualche stallo in più per i motorini o come un puntuale svuotamento dei cassonetti. «In entrambi i casi la situazione resta quella di sempre: pochissimi stalli per i motorini e cassonetti sempre stracolmi», lamenta infine Hassan. —


 

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