Il Tirreno

Grosseto

follonica 

Piazze d’Europa a ottobre? L’organizzazione è al lavoro

Michele Nannini
Piazze d’Europa a ottobre? L’organizzazione è al lavoro

In caso di via libera ci sarebbero meno banchi, a rischio il settore alimentare Fiva e Comune studiano le misure, sullo sfondo il possibile ballottaggio regionale 

3 MINUTI DI LETTURA





FOLLONICA

Dopo l’annullamento del mercato europeo previsto a Follonica lo scorso marzo Fiva e Confcommercio stanno lavorando per recuperare il tradizionale appuntamento, che nel golfo è ormai conosciuto come “Piazze d’Europa”, nel primo week end di ottobre, da venerdì 2 a domenica 4 nella ormai consolidata cornice del lungomare Italia e di piazza XXV Aprile.

Nei giorni scorsi un post su facebook ha svelato l’iniziativa che però rimane ancora tutta da organizzare e confermare, con il lavoro preparatorio fra referenti Fiva locali e Comune di Follonica che va avanti ormai da settimane. Lo spunto è arrivato durante il lockdown, la delusione per l’impossibilità di allestire l’evento ha lasciato subito spazio all’idea di poter recuperare Piazze d’Europa in un periodo sulla carta meno rischioso anche se l’andamento dell’epidemia impedisce (e lo farà ancora a lungo) la possibilità di programmare con sicurezza e a lungo termine appuntamenti del genere. Una ripartenza però c’è stata: a Padova il mercato è andato in scena dal 30 agosto al 1 settembre, ad Iseo dal 4 al 6 settembre mentre a Cervia è in corso in queste ore, il tutto con numerosi aggiustamenti organizzativi rispetto al format originario. E quindi: diminuzione dei banchi e degli espositori, regolamentazione più restrittiva del settore della ristorazione con numero chiuso e spazi contingentati. A Piacenza, invece, è stata annullata l’iniziativa che era in programma dal 18 al 20 settembre.

Per l’appuntamento di Follonica gli uffici comunali sono a lavoro con Fiva e Confcommercio per poter capire come organizzare Piazze d’Europa rispettando le direttive in vigore e consentendo ad espositori e clienti di poter vivere il mercato nel modo più normale possibile. Nel progetto i banchi saranno il 30-35% in meno rispetto agli anni passati, sia per l’impossibilità di molti imprenditori di poter raggiungere l’Italia sia per garantire il distanziamento sociale adeguato. Per il settore della ristorazione, ubicato fino allo scorso anno in piazza XXV Aprile, ci sono invece più criticità: gli esempi degli altri mercati organizzati nel corso dell’estate potrebbero fornire anche per Follonica una soluzione ma non è nemmeno esclusa la possibilità di togliere completamente il settore o di ridurlo in maniera sensibile.

Le misure di sicurezza decise da Fiva riguardano la disposizione degli stand, con un’area di accesso frontale limitata, l’obbligo di rispettare le direzioni di camminamento e di vendere solo frontalmente; barriere protettive, igienizzante, distanziatori, segnaletica e cartelli multilingue gli altri accorgimenti imposti dal nuovo protocollo. Per la ristorazione, qualora venisse confermata, le disposizioni riguardano il distanziamento di almeno un metro sia nello stesso tavolo che in tavoli adiacenti, preferibilmente con uso di barriere protettive.

Altro probabile ostacolo, del tutto imprevisto la scorsa primavera quando venne decisa la data del possibile recupero, il fatto che domenica 4 ottobre sarebbe in calendario il ballottaggio per le elezioni del consiglio regionale della Toscana nel caso in cui nessun candidato superi la soglia del 40% più uno dei voti validi. L’idea degli organizzatori del mercato europeo è comunque quella di cercare di proporre, nel caso in cui arrivassero tutti i permessi da parte dell’amministrazione comunale, Piazze d’Europa nel primo weekend di ottobre visto che non ci sono altre date disponibili a breve (Arezzo, Cesano Maderno, Rivoli ed Ancona le prossime tappe con il primo slot libero solo a metà novembre). —

Michele Nannini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera