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Il Tar ha sospeso la maximulta a Enegan
Agcm aveva sanzionato l’azienda per quasi 3 milioni di euro per presunte pratiche scorrette nel fornire energia e gas
Daniele Dei / / EMPOLI
Stangata sospesa per Enegan, il fornitore di luce e gas fiorentino con uffici operativi a Spicchio di Vinci e Grosseto, che il 4 giugno scorso fu oggetto di un duro colpo inflitto dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulla presunta «adozione di una pratica scorretta nell’ambito della fornitura di servizi di energia elettrica e gas, consistente sia nella fatturazione, di diverse voci di costo e penali per recesso non dovute dagli utenti, sia nell’omissione di informazioni rilevanti e trasparenti sulla natura di tali oneri».
Enegan ricevette una sanzione di 2 milioni e 875mila euro. Il Tar del Lazio, con ordinanza del 10 settembre, ha annullato previa sospensione dell’efficacia il provvedimento 28246 di Agcm: «Alla complessità della fattispecie – si legge nella motivazione – consegue la necessità di valutare le plurime censure proposte dalla ricorrente nella più appropriata sede di merito»; inoltre, «l’invocata tutela cautelare, anche in relazione alla particolarità della fattispecie e nel bilanciamento dei contrapposti interessi, per l’entità della sanzione irrogata può comunque essere accordata subordinandola, però, alla prestazione di una cauzione di importo pari, anche tramite idonea polizza fideiussoria». In ogni modo, quindi, invece che della multa dovrà essere versata una cauzione, in attesa della trattazione di merito del ricorso in un’udienza fissata per il 24 febbraio 2021.
Il presidente di Enegan, Andrea Guarducci, aveva affidato la difesa ad Antonio Catricalà, ex presidente dell’Agcm, a Edoardo Cazzato e Sandro Guerra. «Se Dio vuole è stata fatta giustizia – è il suo commento – da una prima analisi è stato visto che i presupposti per una multa non ci sono. La sospensione evita un danno all’azienda, in attesa di far valere le nostre motivazioni. Intanto registriamo come al Tar qualcosa non sia tornato». Guarducci si è sempre ritenuto convinto della buona condotta di Enegan. «Agcm e Arera non parlano la stessa lingua – prosegue – per l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente è legittimo ciò che per l’altro non è, questo è successo anche per la questione legata alle spese di riattivazione del contratto. Il nostro agire era per premiare la fedeltà del cliente, non per comminare penali. Tutto era ben scritto nel frontespizio delle condizioni economiche di contratto». Comunque andrà a finire, Enegan ha subìto dure conseguenze: «Abbiamo avuto cattiva pubblicità – conclude – le banche, la rete di vendita e i clienti chiedevano cosa fosse successo. Abbiamo speso tanti soldi ed energie per spiegare a tutti la reale situazione e i clienti sono rimasti comunque con i loro dubbi». –
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