Il presidio
Terzo settore, un ente su quattro ha chiuso
grosseto
Un ente su 4 ha dovuto chiudere o sospendere completamente la sua attività. Il terzo settore nella provincia Grosseto ha subito duramente il colpo di coda della pandemia Covid, più della media regionale del 14,2%.
È il quadro che emerge dall’indagine condotta da Sociometrica per conto di Cesvot, dedicata a valutare l’impatto dell’epidemia sugli enti del Terzo settore in Toscana. Il resto degli enti ha ridotto, a varie intensità, la sua normale attività, ma tutte, dalle onlus alle cooperative sociali, «riscontrano difficoltà». La causa? Le difficoltà economiche. «Da una parte l’impossibilità di reperire risorse per far funzionare l’attività quotidiana, anche attraverso eventi e iniziative pubbliche e dall’altra - dice il Cesvoto - anche i nuovi costi legati all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale che devono essere garantiti agli operatori. Il 25% ha dichiarato di essere in una gravissima situazione economica. Negativo anche un altro fronte cruciale: i volontari, motore che muove il terzo settore. Solo il 20% delle realtà grossetane non ha avuto problemi, la maggioranza ha riscontrato problemi nel reclutare volontari e difficoltà oggettive nel farli lavorare in sicurezza. Nonostante questo quadro che fotografa una situazione a tinte fosche, l’indagine ha evidenziato la capacità di reazione delle associazioni. L’83% ha fiducia nel futuro». Federico Gelli, presidente di Cesvot: «L’esperienza della pandemia reclama più sanità, più servizi, più assistenza, più sociale e non possiamo farlo senza il contributo del terzo settore. La politica non potrà rispondere a questa esigenza senza un’alleanza con gli enti del terzo settore». Gianluca Mengozzi portavoce del Forum Regionale Terzo Settore: «Il danno che il virus sta producendo non si è esaurito con la fine del lockdown». —
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