Il Tirreno

Grosseto

marras e spadi (pd)  

«Ospedale di Castel del Piano Il servizio trasfusionale resti»

Per i candidati il presidio ha bisogno di essere  potenziato e qualificato «Può diventare un centro  per la riabilitazione» 

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castel del piano

Leonardo Marras e Donatella Spadi (candidati Pd in consiglio regionale) intervengono sull’ospedale di Castel del Piano.

Leonardo Marras: «La prima esigenza, per questo presidio, è allargare l’area medica per arrivare almeno a 24 posti letto. Serve strutturare le cure intermedie e rafforzare bene la presa in carico dopo le dimissioni e si deve fare affiancando all’ospedale di comunità la realizzazione di un centro di riabilitazione ospedaliera. Il futuro dei piccoli ospedali è caratterizzarsi, qualificarsi, per servire al meglio l’utenza della zona e attrarre pazienti anche da altre aree. E la strada per Castel del Piano, vista la presenza di cardiologi, è quella di istituire la postazione di riabilitazione. A questo deve affiancarsi la possibilità, per i medici di medicina generale, di accedere direttamente alla medicina specialistica e il rafforzamento della figura dell’infermiere specialistico. So che c’è molta preoccupazione per il centro trasfusionale – prosegue Marras –, ho letto l’appello delle associazioni, sarò chiaro: il servizio deve rimanere attivo e dev’essere garantita la presenza del medico dal lunedì a sabato, perché è un riferimento a cui le comunità dell’Amiata non possono rinunciare. Il problema del reclutamento del personale medico negli ospedali di periferia, a mio avviso, si può superare prevedendo un quadro di incentivi specifici».

Sullo stesso tema la candidata Donatella Spadi, medico. «In questi giorni - dice - mi sono recata a Castel del Piano per incontrare gli abitanti e capire i problemi legati al territorio. Castel del Piano corre il rischio di vedersi scomparire alcuni posti letto. Non è il momento, non possiamo. Castel del Piano ha bisogno di essere potenziato, come tutti gli ospedali presenti nella provincia». Spadi si sofferma sull’importanza delle cure intermedie (una fase «critica per garantire un ritorno e un’assistenza medica adeguati») e sottolinea che «la nostra sanità regionale, ritenuta un’eccellenza italiana, può e deve ancora implementare alcune risorse; mi riferisco al modello di sanità diffusa che Eugenio Giani propone, ovvero le cure primarie, quelle intermedie e la medicina di iniziativa. Progetti già esistenti ma che hanno bisogno di essere potenziati soprattutto in questi territori». A Castel del Piano si dove puntare «sull’incremento dei posti letti della geriatria e della riabilitazione, soprattutto per una generazione come la nostra che si vede aumentare la sua aspettativa di vita». Sta per andare in pensione la responsabile del centro trasfusionale: «con lei rischia di andarsene l’intera struttura. Donare il sangue è un diritto di ogni cittadino e non può essere tolto, tantomeno vincolato a lunghi spostamenti per eseguire le donazioni. I pronto soccorso ne hanno bisogno, Castel del Piano deve mantenere in auge il suo centro trasfusionale». —



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