Il Tirreno

Grosseto

Lontana, con mascherina e visiera «Come reagiranno i piccini?»

giovanna mezzana
Lontana, con mascherina e visiera «Come reagiranno i piccini?»

Chiara Perillo, 33 anni, laureata giovanissima, ha già esperienza  Lei si prende cura di allievi che hanno problemi e si pone alcuni dubbi 

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la testimonianza



È giovane ma si porta in dote anni di esperienza: quest’anno le servirà tutta, unita all’entusiasmo e alla passione per il suo lavoro che non le mancano. Tra le tante maestre in attesa di un incarico annuale ieri, all’istituto alberghiero di via Meda, dove è iniziato il primo round di assegnazione dei posti rimasti vacanti dopo le attribuzioni di ruolo, c’era anche Chiara Perillo, 33 anni, da Follonica. È stata una bella corsa verso il traguardo la sua; prima una laurea in Scienze della formazione primaria a 24 anni, poi si è lanciata subito nell’arena dell’insegnamento: eh sì, perché per fare la maestra e/o la prof serve – oltre ai titoli – una bella dose di abnegazione, non solo per scendere in campo ma anche per rimanerci. E quest’anno ancor di più. È contenta Chiara del suo incarico annuale: tiene ben steso su una cartelletta rigida il foglio firmato che lo attesta; prenderà servizio all’istituto Follonica 2 come insegnante di sostegno nella scuola dell’infanzia. Sono otto anni che insegna, ma quest’anno – confessa – qualche dubbio lo ha.

«Un po’ di titubanza quest’anno c’è – dice la giovane insegnante – E deriva dal fatto che (giustamente, nel rispetto delle norme anti-contagio da coronavirus) dovremo evitare il contatto fisico con i piccoli allievi e mantenere la distanza di sicurezza. Mi impensierisce il fatto che spesso, invece, il contatto fisico è necessario, soprattutto con bambini molto piccoli, hanno da tre a cinque anni, e che hanno qualche problema. Spesso, poi, il contatto fisico serve anche per entrare in feeling: non è detto, del resto, che tu gli piaccia subito, a prima vista». «Non sarà facile – dice Chiara – per nessuno, qualunque mansione si abbia. Mi sono letta tutte le linee-guida del ministero ma ogni singola situazione teorica poi si deve declinare nel concreto». «Ho saputo inoltre che forse dovremo indossare la visiera – aggiunge – E non so come un bambino possa reagire alla vista della maestra con la visiera: potrebbe potenziare il contatto visivo ma potrebbe essere anche un ulteriore elemento di distacco». Pur con i suoi dubbi, che è doveroso un insegnante abbia, Chiara è pronta: sarà una bella prova. E il prossimo anno c’è l’obiettivo del ruolo: «Sono prima in graduatoria», dice soddisfatta. –

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