Il presidio
Un cartello per la Rsi sulla lapide ai Caduti Condanna unanime
La frase fa riferimento all’8 settembre di 77 anni fa «Atto vandalico vergognoso», «rigurgiti fascisti»
follonica
Un cartello con una frase di stampo fascista è apparso ieri di fronte al monumento ai Caduti di Follonica, nel parco della Rimembranza. Il gesto è subito stato condannato dalle istituzioni e da gran parte del mondo della politica locale.
Sul cartello si legge la scritta “8/9/43, non ho tradito, Rsi”, firma “Arditi”, con chiaro riferimento al nazifascismo. «L’8 settembre di 77 anni fa è una data che segna un prima e un dopo nella storia d’Italia – dice l’Anpi locale – allo sfacelo dello Stato fascista rispondeva l’avvio della Resistenza. Che sarà durissima, lunga, e gloriosa. E dalla quale nascerà la Costituzione. Questa è la verità sulla data dell’8 settembre: lo dice la storia».
«Condanno fermamente l’atto vandalico, di evidente matrice fascista, che ha colpito il monumento ai Caduti di Follonica – ha detto l’ex sindaco di Follonica Andrea Benini – Si tratta, come tutte le azioni di questo tipo, di un gesto vergognoso, che va stigmatizzato e di cui, mi auguro, possano essere rintracciati i colpevoli». «Ci uniamo all’Anpi e alle altre forze antifasciste nel condannare il tentativo di revisionismo storico messo in atto stamani al parco della Rimembranza – dice Follonica a Sinistra e Toscana a Sinistra – L’8 settembre 1943 è stata una data tragica per il nostro paese ma ha chiaramente evidenziato da che parte stavano le persone fedeli ai valori umani e civili, la massima parte degli italiani, e da che parte, invece, stavano i criminali. Coloro che si vantano di “non aver tradito” sono simili ai responsabili di alcune delle più grandi stragi messe in atto contro i civili».
«I rigurgiti fascisti, purtroppo, sono sempre più evidenti e continue le loro provocazioni – ha detto Marco Barzanti, segretario del Pci – Dobbiamo opporci a questa infame tendenza e non perdere la memoria della tragedia provocata da Mussolini e dal suo regime».
Anche il commissario prefettizio Alessandro Tortorella è intervenuto: «Vergogna – ha detto – Quei nomi ricordano lutti, tragedie, speranze e valori di democrazia e libertà; sono i pilastri del nostro Paese». —
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