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Niente palio, resta l’omaggio alla comunità
Il Covid-19 cancella la carriera dell’8 settembre ma il paese non rinuncia al cencio e a una cerimonia. Inaugurato il museo
Fiora Bonelli
/ castel del piano
Un altare in mezzo a piazza Madonna a Castel del Piano, dove si affacciano le due chiese principali del paese, la tavola della Madonna delle Grazie fatta uscire eccezionalmente dal suo santuario, lo stendardo dipinto da tutti gli artisti del cantiere d’arte di palazzo Nerucci.
L’amministrazione comunale che già da tempo aveva cancellato a causa della pandemia da Covid-19 la carriera dell’8 settembre, non ha voluto però rinunciare a una celebrazione che dal 1771 onora Maria Santissima delle Grazie e non ha voluto rinunciare a far dipingere il cencio 2020 che racconti il perché la carriera non è stata corsa.
Ieri mattina, dunque, come da tradizione secolare, le istituzioni civili, militari e religiose si sono ritrovate davanti ai simboli di una giornata che per Castel del Piano rappresenta il principale momento comunitario di incontro.
Il parroco don Gianni Lanini aveva chiamato alla cerimonia molti sacerdoti dei paesi vicini e c’era anche l’arcivescovo Augusto Paolo Lojudice. Con loro le istituzioni di Castel del Piano guidate dal sindaco Michele Bartalini, affiancati dagli artisti del cantiere d’arte, guidati da Antonino De Pasquale.
Tutto intorno all’altare i figuranti delle contrade di borgo monumento poggio e Storte e poi tutta la comunità di Castel del Piano che ha voluto onorare la Patrona e ricordare che il Covid-19 non è riuscito a cassare un evento di tale portata.
La messa è stata celebrata dallo stesso arcivescovo il quale ha donato alla comunità una preghiera poi affissa dietro allo stendardo votivo. Una preghiera che ricorda l’anno 2020 e tutte le sue difficoltà e chiede l’intercessione della Madonna delle Grazie, perché il 2020 rimanga solo come un brutto ricordo.
Il portavoce del cantiere d’arte, De Pasquale, ha tenuto a sottolineare che gli artisti non hanno voluto che i loro nomi comparissero nel drappo, «perché questo è un drappo voluto e dedicato a tutta la comunità di Castel del Piano».
Nello stendardo compaiono tutti gli elementi richiesti dal regolamento comunale: gli stemmi del paese, la Madonna delle Grazie e il profilo del paese con la sua comunità.
Mancano, naturalmente i cavalli, i segni identificativi delle contrade coi loro colori.
Gli artisti hanno voluto sottolineare una luce di speranza che la Madonna delle Grazie getta verso il borgo: sopra le case minuscole e immerse in un’atmosfera quasi sognante, verso il campanile della propositura, la torre dell’orologio e il campanile di Chiesa Piccina.
Ma ad essere inondata di luce è tutta la comunità su cui spiccano mascherine e guanti come segni di un momento difficile da superare, ma dove si suggerisce che c’è ancora spazio per la speranza.
«Ci siamo impegnati tanto per celebrare questa giornata – dice il sindaco Bartalini – e soprattutto fa piacere che la partecipazione sia stata collettiva e corale e questo riscatta per lo meno in parte la mancanza della corsa dell’8 settembre, le cene e la fiera che siamo stati costretti a eliminare».
A chiusura della mattinata il sindaco ha tagliato il nastro del Museo del Palio che è ospitato a piano terra di palazzo Ginanneschi.
Il museo contiene i manichini con i primi costumi delle contrade, alcune fotografie di epoca di palii corsi molti anni fa e alcune opere sempre dipinte e scolpite dagli artisti del cantiere d’arte di palazzo Nerucci.
La giornata è poi proseguita con la passeggiata storica, gli sbandieratori delle contrade e, a sera, con lo spettacolo di luci “Lux arcana”. —
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