Il presidio
La città piange Stefano «Dedichiamogli una targa»
La salma del clochard è all’obitorio del Misericordia Tanti i ricordi del senzatetto che aveva trovato rifugio nel sottopasso dell’ospedale
GROSSETO
«Una notizia all’improvviso, che ti fa sprofondare in una tristezza vera e profonda. Decine di volte ho risalito le scale del sottopasso dell’ospedale per andare alla macchina a raccattare qualche spicciolo per “fischietto”. Un cenno con la mano, la musica della sua radiolina che ti accompagnava nel tunnel sottoterra; te continuavi la tua vita, e lui continuava la sua. Tranne quando mi fermava lui, e allora interagivo senza esagerare, non ho mai provato a parlarci. Gli davo sempre qualche soldo e mi facevo i fatti miei e lui si faceva i suoi. Ed avevo la sensazione che entrambi fossimo a posto così». È uno dei tanti messaggi comparsi ieri su Facebook in ricordo di Stefano Corci, il clochard trovato morto a 63 anni in un terreno accanto all’ospedale di Grosseto. Lo ha scritto il segretario della Cgil Claudio Renzetti che aggiunge: «So già che quando passerò dal sottopasso mi verranno gli occhi lucidi».
Corci, originario dell’Argentario, da anni viveva in città. Viaggiava con la sua bicicletta senza nemmeno salirci sopra, con i suoi capelli arruffati e annodati come un rasta, con i suoi abiti trasandati, sempre fischiettando. E “fischietto” o “fischiello” era diventato il soprannome di quell’uomo che nonostante una casa e nonostante l’attenzione che i servizi sociali e il dipartimento di salute mentale cercavano di dedicargli, aveva scelto quella vita di strada.
La sua salma è ancora all’obitorio dell’ospedale Misericordia, in attesa di essere sepolta. «Ripensavo alla triste storia di Stefano, il senza tetto trovato morto - scrive Paolo Franzò - Tutti lo abbiamo incrociato in questi anni, soprattutto al sottopasso dell’ospedale, era una persona buona. Penso che sarebbe carino se il Comune gli dedicasse almeno una targa da affiggere in quel punto. Era uno di noi e forse potevamo fare qualcosa di più per lui prima, ma sarebbe comunque bello ricordarlo dopo. Una persona cui la vita ha voltato le spalle. Potrebbe capitare a chiunque, non dimentichiamolo». — F.G.
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