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Giuntini ancora in piedi La sfiducia non passa, servivano sette voti

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Si è conclusa con 6 voti favorevoli e 2 astenuti il voto per la sfiducia del sindaco Marcello Giuntini che di fatto è ancora il primo cittadino di Massa Marittima.

Sei voti non sono infatti stati sufficienti a far cadere Giuntini: ne sarebbero serviti 7. «Questa è la dimostrazione che potete fare demagogia ma non avete la maggioranza e non ce l’avrete mai – ha detto Giuntini all’opposizione che aveva presentato la sfiducia nei suoi confronti – I massetani hanno scelto me e non voi. Non sono manovre politichesi: io sono un sindaco legalmente eletto».

La discussione è stata lunga, circa 3 ore di consiglio comunale in diretta streaming, e molto accesa. Duri i commenti dei consiglieri di opposizione fermamente convinti della loro posizione: «Abbiamo visto una grave insufficienza dell’azione di governo e della giunta in carica – ha detto il consigliere repubblicano Alessandro Giuliani – gli effetti del coronavirus hanno determinato delle conseguenze ma non giustificano il comportamento dell’amministrazione. Sono evidenti invece le carenze». «Oggi la mozione è presentata da 6 consiglieri – ha ribadito la consigliera Barbara Fiorini dei Repubblicani – la situazione è grave e senza precedenti. Non deve essere sottovalutato». «Avrei preferito complimentarmi per l’operato suo e della giunta dopo un anno e mezzo di legislatura. Purtroppo questo non è possibile, perché ad oggi non posso elencare alcun progetto realizzato a favore della sicurezza della nostra città – ha detto il consigliere leghista Daniele Brogi – l’ultima delle tante che avete messo in campo in ordine di tempo è la distratta gestione dell’emergenza covid e lo scarso monitoraggio delle partenze e dei rientri di cittadini residenti nel nostro territori, che per motivi familiari o per vacanza sono andati in paesi a rischio covid». Tanti gli interventi degli assessori in difesa del primo cittadino e della giunta. «Sono state dette cose gravi sul piano personale – ha detto Giuntini – sono felice che i cittadini abbiano potuto sentire». —

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