Il Tirreno

Grosseto

Morì durante il lockdown, la comunità dà vita a un giardino in sua memoria

Ivana Agostini
La cerimonia di domenica 6 settembre (Foto Enzo Russo)
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La cerimonia di domenica 6 settembre (Foto Enzo Russo)

Uberto Ardovini, socio del Circolo Vela, si è spento ad aprile. La colletta degli amici e della comunità ha finanziato telecamere e la creazione di un luogo che lo ricorderà per sempre.

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GROSSETO. Sono state inaugurate, a Talamone, le telecamere della sede della Croce Rossa. Un “battesimo” che va ben oltre il taglio di un nastro. L’occhio elettronico che vigilerà sull’edificio che ospita anche la parafarmacia e il defibrillatore è frutto di una raccolta fondi realizzata nel nome e nel ricordo di Uberto Ardovini, ucciso alcuni mesi fa da una malattia incurabile.

Ardovini era socio del Circolo Vela Libera Talamone. Era un uomo molto legato al borgo garibaldino e che è venuto a mancare ad aprile in pieno lockdown. Per amici e parenti, quindi, non c’è stata nemmeno la possibilità di porgergli l’estremo saluto.

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Per onorare la sua memoria, il Circolo Vela Libera Talamone ha dato il via a una raccolta fondi che si è concretizzata in una sostanziosa somma che ha permesso di acquistare le telecamere di sorveglianza per la sede della Croce Rossa e di sistemare il piccolo giardino pubblico che si trova nella parte alta di Talamone che conduce alla Fortezza.

«Volevamo fare qualcosa per Talamone – spiega Ferdinando Berni, presidente del Circolo – sapendo che sarebbe stato ciò che Uberto avrebbe voluto. Nei mesi scorsi i volontari dell’associazione Odysseus capeggiati da Antonio Cagnacci hanno dato nuova vita ai giardinetti e sono state acquistate e installate le telecamere. Uberto, anche in passato, aveva collaborato sempre attivamente alle altre iniziative portate avanti dal Circolo. La sua scomparsa ci ha lasciato attoniti – ricorda commosso Berni – gli avevo mandato un messaggio lunedì e il venerdì non c’era più. Sapevamo tutti della sua malattia ma non credevamo che ci avrebbe lasciati così presto e in un momento in cui nessuno di noi poteva salutarlo come avrebbe meritato».

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Ardovini, di origini fiorentine, era stato fra i fautori dell’arrivo a Talamone di una macchina per il trasporto dei disabili, donata alla Cri. Uberto Ardovini, era nato il 20 marzo 1957. Un uomo disponibile e professionale, sempre ottimista e positivo. Sorridente.

Alla cerimonia talamonese era presente anche la moglie Elena Toppino. Commossa ha letto un piccolo ricordo del marito che – ha detto – «avrebbe proprio voluto essere ricordato così».


Presenti anche il presidente della Croce Rossa Comitato Costa d’Argento Michele Casalini, che ha ricordato l’importanza della sede della Cri dove si trovano gli ambulatori medici e dove sono arrivati anche un pediatra e un centro prelievi, ora chiuso temporaneamente. «Ringrazio il Circolo e la famiglia Ardovini per l’iniziativa di cui siamo grati».
Sono intervenuti anche il sindaco Andrea Casamenti che ha dato la sua disponibilità, come avvenuto anche in passato, a collaborare alle iniziative del Circolo Vela Libera Talamone e il senatore Roberto Berardi.


La mattinata di domenica 6 settembre, che si era aperta con una messa nella chiesa parrocchiale, si è conclusa con una processione in mare di una ventina di barche che hanno gettato dei fiori nelle acque del golfo di Talamone per ricordare Uberto.

Momenti intensi e di grande solidarietà per omaggiare la memoria di un uomo che aveva eletto Talamone come sua seconda casa ed era amato e apprezzato da tutti.

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