Meteo
«Volontari per controllare e App per prenotare»
scarlino
Beatrice Ramazzotti, scarlinese di 44 anni che da sempre frequenta la spiaggia di Cala Violina, si è rivolta al Tirreno per parlare della difficoltà di passare del tempo sulla bellissima spiaggia. «Ognuno di noi si ricorderà l’estate 2020 per qualche motivo – dice Ramazzotti – Per me resterà l’estate in cui non sono mai andata a Cala Violina. In 44 anni non era mai successo».
Beatrice è nata e cresciuta al Puntone e ha frequentato la spiaggia fin dalla nascita. «Questa estate non ce l’ho fatta, bandiera bianca – dice – La ressa di visitatori mi ha fatto passare ogni voglia, come anche la fila di auto al semaforo qui al Puntone e nei campi di Pian d’Alma già alle 7 di mattina e i racconti di chi si è ritrovato in mezzo a una distesa di corpi».
La scarlinese si è sempre recata in spiaggia utilizzando svariati mezzi di trasporto: in macchina coi nonni da bambina, col pullman con la madre da ragazzina, in bici con gli amici durante l’adolescenza; poi la prima macchina a 18 anni ma anche a piedi, in barca, in canoa o a cavallo. Quest’estate, però, non c’è stato mezzo di trasporto adatto a sostenere la ressa e Beatrice si è rassegnata ad archiviare l’estate 2020 come la prima passata senza essere mai andata a Cala Violina. «Basta leggere le centinaia di recensioni su Tripadvisor – dice – la spiaggia è un paradiso, ma c’è troppa gente e confusione. Credo perciò che sia giunto il momento di pensare e gestire quel luogo tanto bello e famoso, quanto unico e delicato in un modo diverso».
Ad oggi il limite auto è stato fissato a 150 posti ma questo non ha impedito alle persone di arrivare in spiaggia. «Le boe di delimitazione a 400 metri dalla riva sono state posizionate a fine luglio – dice Beatrice – per cui prima di allora, tante barche si sono ancorate oltre il limite di legge, mentre piccoli tender a motore hanno solcato le acque protette a tutta velocità, invece di utilizzare i remi». Insomma «un Far West di terra e di mare», come lo descrive la scarlinese che adesso propone alcune soluzioni. «La mia proposta – dice – è quella di archiviare questa estate e di iniziare fin da subito a progettare il 2021 creando un comitato di persone che amano Cala Violina e che possono dare il proprio contributo con idee, riflessioni o con la propria presenza fisica». Le idee sono semplici ma di facile realizzazione: «Partirei migliorando la comunicazione dei cartelli e facendo nascere un’associazione di volontari che presidi la spiaggia – dice – dando una mano alle autorità, all’anti-incendio e al personale delle Bandite di Scarlino. La seconda proposta è quella di creare un sistema di prenotazioni online, almeno per i mesi di luglio e agosto – prosegue – una App che permetta subito di capire se c’è posto in spiaggia o se è meglio prenotare un giorno diverso. La terza, garantire ogni giorno almeno una decina di posti ai residenti del Comune di Scarlino». E Ramazzotti conclude: «Lancio questi suggerimenti senza vena polemica, bensì con intento costruttivo, sperando di intercettare il pensiero di tanti concittadini». — giulia sili
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
