Italia
Pasticcio Terme dell’Osa, round alla Corte d’Appello
orbetello
Il comune di Orbetello impugna, in Corte d’Appello, la sentenza del Tribunale di Grosseto che lo ha condannato a pagare oltre 600mila euro per le Terme dell’Osa: il pagamento di 643mila euro oltre agli interessi legali – per la precisione – è stato disposto a favore della società complesso termale dell’Osa srl.
Le Terme dell’Osa, in località Bagnacci, a due passi dall’Aurelia, e non lontane dalla frazione di Fonteblanda, rimangono, dagli inizi degli anni 2000, la grande incompiuta del territorio: avrebbero dovuto essere il fiore all’occhiello del Comune ma invece sono un terreno che versa in stato di abbandono e che nel 2017 è stato riconsegnato al comune di Orbetello; su di esso per anni – invece delle piscine che avrebbero dovuto ospitare i turisti che avrebbero potuto godere della proprietà termali dell’acqua– sono cresciute erbacce che hanno coperto tutto; hanno sepolto quello che quel sito sarebbe potuto diventare.
La società concessionaria aveva vinto il bando di gara nei primi anni 2000. I lavori previsti prevedevano grandi investimenti ma subito dopo l’assegnazione iniziarono i primi problemi: il terreno non reggeva, c’era bisogno di palizzate non previste; si trattava di interventi inaspettati che complicarono i progetti di chi aveva vinto il bando. Un contenzioso fermò tutto: e si tratto di un fermo che si è protratto negli anni e che ha segnato il destino dell’area che ha ancora un enorme potenziale che è rimasto sempre da sfruttare. Dei lavori però furono fatti.
Il Tribunale di Grosseto, nella sentenza che ha condannato il Comune al pagamento, ha quantificato quelle opere eseguite in 643mila euro circa. La cifra, infatti, non è un risarcimento del danno ma il riconoscimento, secondo il Tribunale, di quanto realizzato dalla società termale Osa srl. Ma la quantificazione ha fatto storcere il naso agli amministratori di Orbetello che hanno così deciso di impugnare la sentenza davanti alla Corte d’Appello di Firenze: si tratta di un atto per tutelare gli interessi dell’ente che non riconosce in questa cifra l’entità dei lavori eseguiti. Secondo il Comune, infatti, i lavori realizzati sono da riconoscere in una cifra inferiore.
Lo stato delle Terme dell’Osa è più volte salito alla ribalta delle cronache: l’erba alta, la recinzione rotta, persone che si sono introdotte dentro l’area di cantiere: tutte segnalazioni spesso arrivate al Comune, sia da privati cittadini che hanno segnalato anche discariche abusive all’interno dello stesso cantiere abbandonato da anni. La denuncia dello stato di abbandono delle Terme dell’Osa era arrivata anche dalla minoranza, dal Movimento Cinque Stelle; il consigliere Alfredo Velasco, in più di un’occasione ha segnalato lo stato di degrado della zona. Oggi l’unica cosa che fa pensare e che ricorda che lì dovevano nascere delle Terme, che sarebbero state una ricchezza per il territorio, è l’odore di acqua sulfurea che a volte viene portato dal vento: null’altro. —
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