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Taglio del bosco Balocchi contrario al nuovo cavillo
santa fiora
«È ridicolo equiparare il taglio di una pineta alla silvicoltura e chiedere anche per questa di fare una pratica edilizia di autorizzazione paesaggistica». Così Federico Balocchi, sindaco di Santa Fiora, interviene sul parere del Consiglio di Stato che introduce una quinta richiesta di autorizzazione a tagliare il bosco, oltre alle quattro già previste (forestale, ambientale, idraulica e comunale).
«Il rischio – spiega Federico – è quello di mettere in ginocchio un intero settore economico, che è di fondamentale importanza per i comuni dell’Amiata, e di arrivare al graduale abbandono dei boschi, con conseguenze in termini di assetto idrogeologico e di fruizione». La quinta autorizzazione «risulta essere molto più complessa e costosa – dice Balocchi – allungando inevitabilmente i tempi. I boschi dell’Amiata sono caratterizzati da tante piccole proprietà private di meno di un ettaro, per le quali diventa davvero assurdo e antieconomico accollarsi il costo di pratiche così complesse. Per non parlare delle attività di silvicoltura svolte sino ad oggi in maniera corretta, che in base a questa nuova sentenza diventerebbero potenzialmente irregolari». Balocchi condivide la preoccupazione dei proprietari e delle aziende che «diventa anche una preoccupazione in termini di gestione del territorio» e suggerisce di cogliere l’occasione per ridiscutere e rivedere il decreto ministeriale del 1959 che pone, «giustamente» dice il sindaco, il vincolo paesaggistico per il manto verde del cono vulcanico dell’Amiata, ma che, comprendendo tutto quanto c’è a monte della strada provinciale, pone «una incomprensibile situazione di grave disparità fra chi si trova su un lato e chi sull’altro della strada». —
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