Il Tirreno

Grosseto

Gessi rossi a Pietratonda? «Mai, piuttosto diventi area protetta»

Lina Senserini
Gessi rossi a Pietratonda? «Mai, piuttosto diventi area protetta»

Il sindaco di Campagnatico ribadisce il suo no al progetto di riempimento delle ex cave. E rilancia

3 MINUTI DI LETTURA





CAMPAGNaTICO

Un’area protetta nelle ex cave di polvere silicea e caolino di Pietratonda? Magari utilizzando le risorse che la proprietà, Accornero spa di Asti, dovrebbe investire per ottemperare all’ingiunzione del tribunale di Grosseto relativa al recupero e al ripristino della zona.

A lanciare l’idea, provocatoria ma non troppo, è il sindaco di Campagnatico, Luca Grisanti, sul cui territorio si trovano le cave, situate a pochi chilometri di distanza dal centro abitato di Paganico. La pianificazione urbanistica di Campagnatico, peraltro, già avrebbe destinato la zona a parco minerario, con tanto di sentieristica e percorsi di visita.

Manca meno di un mese alla conferenza dei servizi che dovrà decidere il destino delle ex cave, autorizzando o meno il progetto di Accornero di ripristinarle utilizzando i gessi rossi (gli scarti della lavorazione del biossido di titanio, prodotto negli stabilimenti della Venator a Scarlino) e la strada si annuncia in salita per l’azienda, che già in quella del 22 giugno ha visto sfumare l’atteso via libera. In quella sede, infatti, è stata prodotta una nuova e consistente mole di osservazioni da parte del Comune di Civitella Paganico, del Forum ambientalista di Grosseto e del Comitato Val di Farma (non presenti alla prima conferenza del 21 gennaio), in aggiunta a quelle già presentate dal Comune di Campagnatico e da altri enti, che hanno indotto a rimandare la decisione. E per l’appuntamento del primo ottobre si attendono ulteriori richieste all’azienda proprietaria delle ex cave.

«A venticinque anni dal termine dell’attività estrattiva – dice Grisanti – la zona si è rinaturalizzata spontaneamente, grazie alla crescita di vegetazione accompagnata dalla formazione di laghetti sul fondo delle cave, alimentati dalle ricchissime falde acquifere. Invece che far portare i gessi rossi per rifare le colline, perché Accornero non utilizza le risorse necessarie alle operazioni per migliorare ancora il sito? Non c’è assolutamente bisogno di “ripristinare” una zona già ripristinata, ma semmai di valorizzarla ancora, trasformandola, perché no, in un’area protetta. Ho già avuto contatti da parte di associazioni che si propongono per una eventuale gestione. E mi sono giunte voci di un interesse anche da parte del Wwf».

Grisanti, che non aveva partecipato all’assemblea popolare a Paganico, il 27 agosto, per impegni politici e la cui assenza non era passata inosservata, pur se giustificata, rincara la dose in aggiunta alla netta contrarietà ribadita dalla sindaca di Civitella Paganico, Alessandra Biondi. «Non ho mai nascosto la mia posizione verso questo progetto scellerato – dice Grisanti – e farò tutto il possibile come Comune per impedire che l’iter vada avanti in direzione dell’autorizzazione. E in questo non accetto lezioncine da nessuno», aggiunge, ribattendo ad alcuni post sui social che avevano ironizzato sulla sua assenza all’incontro di Paganico. «Fermo restando che non deve essere sottovalutato l’aspetto dei posti di lavoro che ruotano intorno allo stabilimento di Scarlino e che riguardano tutto il territorio provinciale, per quanto mi riguarda non c’è ricatto occupazionale che tenga e che possa farmi cambiare idea sul progetto di Accornero. Come il problema del lavoro è di tutti, anche la tutela dell’ambiente non è limitata a un comune piuttosto che a un altro», aggiunge Grisanti.

Non ha dubbi il sindaco che debbano essere messe in campo tutte le strategie possibili da parte dell’azienda che, dice, «ha mezzi e know - how per ridurre la quantità di scarti, attraverso sistemi più moderni (oggi il rapporto è sette quintali di gessi rossi ogni quintale di biossido prodotto), evitando così di produrre quantità di materiale da smaltire che poi deve trovare collocazione». E conclude dando la propria disponibilità a un incontro pubblico con i propri concittadini, anche alla presenza di Venator e Accornero, se vorranno esserci.

Intanto a Civitella Paganico e Campagnatico, cittadini, associazioni, volontariato, imprenditori e aziende si stanno organizzando, pronti a difendere con ogni mezzo il proprio territorio. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web