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la trattativa 

Cessione del Grosseto, nulla di fatto

Paolo Franzò
Cessione del Grosseto, nulla di fatto

Naufragato l’acquisto della società da parte di una cordata di imprenditori del nord: in Lega Pro con la famiglia Ceri

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GROSSETO

Se fosse il titolo di un film, potremmo sceglierne tanti, ma forse “Il grande bluff” è quello che meglio s’accosta al finale della trattativa per la cessione dell’Us Grosseto e la mai meglio specificata cordata di imprenditori del nord Italia, naufragata ieri nel primo pomeriggio in un noto studio notarile grossetano.

Al termine, la società unionista ha diramato il comunicato che segue, senza voler aggiungere altro: «L’Us Grosseto comunica che la trattativa di acquisto da parte della cordata interessata è naufragata oggi pomeriggio nello studio notarile. Chiuso definitivamente questo capitolo: da adesso si inizia a lavorare per il prossimo futuro del Grosseto».

Seguono le parole di un dicono deluso, Mario Ceri, presidente biancorosso. «Speriamo che la città sia ancora disposta a sostenerci – spiega la società biancorossa – perché abbiamo bisogno di tutto e di tutti, come abbiamo sempre detto. La Lega Pro ci fa paura ma dobbiamo affrontarla con raziocinio e consapevolezza nei nostri mezzi, anche se sono pochi. Il bilancio viene prima di tutto, anche dei risultati sportivi, ma del resto abbiamo sempre detto di poter garantire la sopravvivenza non il lusso. Ringraziamo i giocatori, lo staff tecnico e i collaboratori e il direttore sportivo Minguzzi per il lavoro svolto e per l’impegno dimostrato nonostante questi giorni in cui le voci altalenanti hanno creato un senso di instabilità. Da adesso in poi dobbiamo rimanere uniti, insieme ai tifosi, che ringraziamo, per svolgere al meglio il nostro compito».

Un comunicato in cui in fondo c’è tutto e che si ricollega all’ultima conferenza stampa del mese scorso, soprattutto in quella richiesta di aiuto alla città, dal piccolo commerciante all’imprenditore, sino ai semplici tifosi.

La Lega Pro del resto, ha dei costi altissimi, pure volendo affrontarla con la squadra dello scorso anno, rinforzata fino ad oggi da 3 ragazzi di appena 20 anni.

Un problema noto a tutti, così come tutti ben sanno che questa proprietà punta da sempre su ben altro progetto che riguarda il centro sportivo di Roselle e la possibilità di costruirsi in casa i campioni del futuro.

Ma oggi il futuro ha una data ben definita che è quella del 27 di questo mese, quando scatterà il campionato di cui tra una settimana esatta conosceremo anche il calendario.

La delusione della proprietà è figlia non tanto della mancata cessione, quanto del tempo perso dietro all’ennesimo olandese volante.

Un miraggio che costringe tutti oggi a stringersi a corte, cercando di rinforzare la squadra per quanto nella disponibilità economica. Ma in fondo, ai tifosi biancorossi va bene così, perché da sempre sangue e sudore appartengono alle stagioni del Grifone. —

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