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Aeroporto civile, più voli ma meno incassi
Sorpresa, nonostante il Covid sono atterrati e ripartiti più aeromobili rispetto all’estate 2019, ma più piccoli: e pagano meno
grosseto
Forse neppure era immaginabile con tanti cieli chiusi a causa della pandemia da coronavirus, ma in piena estate sulla pista dell’aeroporto civile di via Orcagna sono atterrati e ripartiti – sorpresa – più aeromobili di quanti non avessero fatto tappa in Maremma nello stesso periodo dell’anno scorso. Significa che lo scalo gestito da Seam ha le sue potenzialità. Peccato però che – essendo giunti velivoli più piccoli (con meno passeggeri) rispetto al trend 2019 – i movimenti, pur in numero superiore, sono stati per la società meno remunerativi. Sul 2020 bisognerà tirare una riga. E il 2021 dovrà rappresentare la svolta: resta infatti la Spada di Damocle degli obblighi imposti dalla Riforma Madia che prescrivono a Seam di fatturare almeno un milione di euro. Ma la società si è attrezzata: la nuova area di sosta, pronta per ottobre, rappresenterà un buon viatico per raggiungere l’obiettivo.
Nei primi sette mesi del 2020 – dal 1° gennaio al 31 luglio – Seam ha registrato 506 movimenti, ovvero 253 voli (ogni volo rappresenta due movimenti); nello stesso periodo del 2019 i movimenti, invece, erano stati 808, cioè 404 voli. Dal confronto emerge una differenza di 302 movimenti: significa che nei primi sette mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ci sono stati 151 voli in meno. Se ci si focalizza invece, su luglio, si scopre che nel clou dell’estate 2020 – del tutto inedita a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria – gli atterraggi e le ripartenze sono stati in numero superiore rispetto al 2019: 298 movimenti contro 271. L’incremento numerico non ha assicurato però una crescita degli incassi: le tariffe aeroportuali vanno in base al peso dei velivoli e gli aeromobili che sono atterrati e ripartiti a luglio 2020 erano più piccoli rispetto a quelli dell’estate 2019; causa pandemia, sono mancati e mancano i voli da destinazioni come Russia e Stati Uniti e Brasile che vengono solitamente fatti con aeromobili di dimensioni maggiori. Ampliando il periodo temporale di analisi, dal 1° gennaio al 31 luglio, il 95% dei voli ha avuto come provenienza e destinazione paesi dell’Unione Europea, incluso Regno Unito e Svizzera, oltre ai voli nazionali; solo il 5% rappresenta voli con passeggeri provenienti da aree extra Ue – Russia e Stati Uniti, per esempio – e sono riconducibili a spostamenti motivati da rientri nel proprio domicilio, lavoro o per ragioni di salute.
Seam guarda al futuro: nel 2021 dovrà incrementare i movimenti e mettere a reddito la nuova area di sosta da circa 3mila mq che potrà ospitare o due aerei di grosse dimensioni (tipo 737 800) o cinque-sei aerei privati di più piccole dimensioni. Il diktat della Regione – che minaccia altrimenti di uscire dall’azionariato della società – a Seam è di raggiungere un milione di euro di fatturato; per il 2020 Seam ha richiesto a Firenze una deroga per il raggiungimento dell’obiettivo, ma nel 2021 il bersaglio dovrà essere centrato. –
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