Il presidio
Tamponi a tutti, ma “Da Venerio” resta aperto
La madre di un dipendente dell’albergo e ristorante è positiva al virus, il titolare disdice le prenotazioni e richiede i test all’Asl
castel del piano
Resta aperto, a Castel del Piano l’albergo ristorante “Da Venerio”, dove lavora un dipendente la cui madre è stata ricoverata in ospedale perché è stata contagiata dal coronavirus.
Il titolare della struttura alberghiera, Riccardo Imbasciati, non appena ha saputa la notizia, ha immediatamente messo in atto il protocollo per richiedere che i dipendenti venissero sottoposti al tampone molecolare che rileva l’eventuale contagio da Covid-19. Nel frattempo Imbasciati ha anche disdetto tutte le prenotazioni di gruppi, famiglie e singoli, in attesa di avere risposte certe.
È lo stesso Imbasciati che spiega quanto è successo e come si è mosso, tenendo a precisare «che sono state diffuse notizie non vere rispetto all’accaduto – dice – fra le quali quella che l’albergo era stato chiuso».
Non solo. «Sono stato io stesso – precisa ancora – ad aver preso le iniziative senza che né la Asl sud est né altri enti mi abbiano spinto a farlo. Ho richiesto i tamponi per i miei dipendenti ma non ho chiuso né l’albergo né il ristorante».
Ed ecco la ricostruzione. «Domenica – dettaglia – sono venuto a sapere – che la mamma (che risiede ad Arcidosso) di un mio dipendente risultava contagiata dal Covid ed era ricoverata all’ospedale Misericordia di Grosseto. La madre del mio dipendente, fra l’altro, viene spesso a mangiare al ristorante e passa anche a salutare il figlio: e dunque non ho esitato un attimo e ho chiesto che l’azienda sanitaria sottoponesse immediatamente i miei undici dipendenti a tampone, operazione che è iniziata lunedì mattina. Nel frattempo – continua – ho disdetto tutte le prenotazioni per i giorni a venire, sia per l’albergo che per il ristorante, perché voglio essere assolutamente sicuro che la nostra struttura è a posto, libera dal coronavirus. In attesa dei risultati, dunque, il nostro albergo e ristorante rimangono aperti, se pure a regime ridotto. Gli ospiti già presenti nella struttura possono dunque continuare il loro soggiorno. Loro è dunque la decisione di restare oppure no e di sottoporsi individualmente al test. Vedremo, dunque, come muoverci nei prossimi giorni – conclude Imbasciati – non appena i risultati saranno pronti e non appena avremo delle direttive dagli enti preposti a questa tipologia di casi». –
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