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Scomparsa da casa a 17 anni: nessuna ipotesi di reato
grosseto
«Più di 25 giorni senza soldi, senza cellulare, documenti, abbigliamento, è impossibile starci». Le parole di Mihaela Nemteanu, la mamma di Elena, non si dà pace. La diciassettenne non si è ancora fatta viva con i suoi genitori. «Non era sola - ha detto la mamma - Crediamo che gli inquirenti stiano lavorando in questa direzione, oltreché sul cellulare lasciato a casa. Secondo me Elena si è fidata di qualcuno ed è stata presa: sono convinta che sia tenuta con la forza, Elena non ci sta, chiusa in una casa». Il fascicolo sulla scomparsa di Elena, in Procura, è stato affidato al pm Salvatore Ferraro ma al momento non c’è alcuna ipotesi di reato a carico di qualcuno. Gli uomini della squadra mobile che stanno lavorando incessantemente per trovare la diciassettenne, stanno svolgendo per ora un’indagine di tipo conoscitivo, per cercare di capire dove possa essere andata la giovane. Tutte le indicazioni ricevute fino a questo momento infatti, lasciano pensare che si sia trattato di un allontanamento volontario. Non era la prima volta che Elena faceva perdere le proprie tracce: il 17 aprile del 2019 è un mercoledì, il giorno in cui i ragazzi staccano da scuola per le vacanze di Pasqua. Elena saluta i compagni di classe, va a casa, pranza e il pomeriggio fa perdere le sue tracce. Per la famiglia sono ore d’ansia, poi subentra il terrore che le sia capitato qualcosa di grave. Perché la sera, a cena, la ragazzina (che non ha ancora compiuto 16 anni) non si presenta. Né rientra per la notte. Per i genitori - come è facile immaginare – sono ore drammatiche, trascorse a girare per Grosseto, senza toccare il letto. Quella volta ci fu il lieto fine. Anche allora – un anno e mezzo fa – i genitori si rivolsero alla polizia.
Gli agenti della mobile fecero scattare la task force delle ricerche, avviando una vera e propria battuta a tappeto in città. A metà mattina arrivò la bella notizia e il sollievo. La fuga da casa fu archiviata come una ragazzata, una ribellione. Da non ripetere. Elena fu ritrovata in piazza del Sale la mattina del giovedì. In serata era stata avvistata al parco di via Giotto. Raccontò di aver camminato, di essere stata bene, di aver tenuto il cellulare spento perché non voleva contatti. Forse la radice della fuga di venerdì 7 agosto è proprio in quel primo “colpo di testa”. Speriamo in un epilogo altrettanto positivo. —
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