Il presidio
Citofona nel cuore della notte «Aiuto, mi stanno inseguendo»
GROSSETO
Il campanello di casa squilla in piena notte. Un sobbalzo sul letto, un’occhiata all’orologio: sono le 2 del mattino. Davanti al portone c’è un uomo che grida disperato: «Un branco di persone mi sta inseguendo, aiuto, chiamate i carabinieri».
Notte di paura, quella tra domenica e lunedì, nella zona di via Giotto e del velodromo a Grosseto.
Un uomo ha scombussolato il sonno di diversi condomini attaccandosi ai citofoni per chiedere disperatamente aiuto.
«Ho sentito il campanello e mi sono svegliata – racconta un’abitante al Tirreno –. Il mio apriporta non funziona bene e così sono andata di persona a vedere. Quest’uomo, calvo, sui cinquant’anni, era fuori dal cancello ed era terrorizzato. Mi ha detto che un branco di persone lo stava inseguendo. Però, poi, a tratti sembrava improvvisamente calmo. A un certo punto mi ha chiesto se gli potevo dare un bicchiere d’acqua e se lo potevo far entrare in casa. Un cambio di atteggiamento che mi è sembrato strano. Ma mi ha anche chiesto di chiamare i carabinieri. Aveva una stampella in mano e la agitava in aria. Non c’erano altre persone in giro, non ho visto alcun “branco”. Ma la situazione è stata davvero angosciante, non capivo bene cosa stesse succedendo. Ho comunque chiamato il 112».
L’uomo già due sere prima era stato segnalato, con lo stesso comportamento e nella stessa zona, ai carabinieri.
Si tratta di una persona che soffre di problemi psichici.
Sia nella notte tra domenica e lunedì che la volta precedente le forze dell’ordine hanno chiesto l’intervento del 118, arrivato con un’ambulanza, per soccorrerlo e per portarlo all’ospedale Misericordia.
Nel frattempo, domenica notte, l’uomo aveva già citofonato ad altri condomini della zona, svegliando tutti e creando scompiglio. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
