Sol.Mar-Nuova Solmine Tamponati gli effetti della pandemia Covid
SCARLINO
Fra le aziende industriali del territorio scarlinese quelle del gruppo Sol.Mar e Nuova Solmine sono fra le poche che non hanno fatto ricorso alla cassa integrazione per arginare gli effetti della pandemia da Covid-19. La società infatti ha sempre potuto lavorare scongiurando la chiusura totale dell’attività che ha coinvolto altre realtà produttive grazie al lavoro in smart working, all’utilizzo dei cicli di ferie da parte dei dipendenti e all’anticipazione del fermo dell’impianto per manutenzione solitamente programmato in estate, ad agosto.
L’andamento delle vendite ha comunque subito gli effetti della pandemia: il mercato italiano ha fatto registrare un calo del 36 per cento, soprattutto in seguito al fermo del settore automotive.
Tutte le organizzazioni sindacali hanno palesato il loro apprezzamento per la scelta di non ricorrere all’ammortizzatore sociale della cassa integrazione, condividendo le preoccupazioni della direzione aziendale per il calo di domanda dall’estero e dai principali clienti locali.
In particolare l’ Ugl ha apprezzato le corrette relazioni industriali fra azienda e organizzazioni sindacali segnalando però anche come dal 2018 non fosse più stato calendarizzato alcun incontro, e proponendo incontri semestrali in plenaria «per un processo che punta all’informazione e alla consultazione fra le parti che possa portare a un dialogo produttivo utile a prevenire conflittualità». Sempre Ugl ha chiesto che venga trasformato il rapporto di lavoro delle lavoratrici che operano in infermeria – da Partita Iva a tempo indeterminato – oltre al reinserimento della quattordicesima (non percepita dai lavoratori assunti dopo il 2006), magari spalmata nei dodici mesi.
Sia azienda che parti sociali hanno infine ribadito che il rapporto più importante è quello fra l’azienda e le Rsu che rimangono i principali interlocutori del dialogo sindacale. —
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