Il Tirreno

Grosseto

in tribunale 

Più di 10 anni in causa per il riconoscimento del lavoro

alfredo faetti
Più di 10 anni in causa per il riconoscimento del lavoro

Assunta come co.co.co, la donna ha fatto causa al Comune: il suo sarebbe stato un rapporto subordinato La vertenza ancora in piedi 

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follonica

Una battaglia a colpi d’impugnazione, racchiusa in una causa che dura da anni in cui non sono mancati i ribaltoni.

Protagonisti della vicenda il Comune di Follonica e una donna, Fabiana Ugolini, che ha lavorato in municipio fino al 2008, quando è entrata in ballo la questione contrattuale, che è poi l’oggetto della causa.

Assunta come collaboratore amministrativo attraverso un co.co.co, la donna ha chiesto nel 2008 di essere stabilizzata lavorativamente. Richiesta respinta dal Comune, che ha portato al primo ricorso, presentato dalla collaboratrice di fronte al tribunale di Grosseto, che ha sentenziato sul caso nel 2008, respingendolo.

La donna a quel punto si è rivolta alla Corte d’Appello di Firenze. Quello che tra il 3 luglio 2003 e il 1° giugno 2007 venne messo in atto non fu un rapporto co.co.co. ma «un rapporto di lavoro subordinato di fatto», con inquadramento riconducibile alla categoria B3. Concluse così la Corte di appello di Firenze, sezione lavoro, che nel 2013 ha ribaltato la sentenza di primo grado (che non aveva riconosciuto il rapporto subordinato) e ha condannato il Comune di Follonica a pagare 4.195 euro di differenze retributive, con tutto quello che ne consegue ai fini previdenziali.

I giudici fiorentini hannoq uindi accolto le ragioni della donna, rinviando di nuovo la vicenda di fronte al giudice del lavoro di Grosseto che ha dichiarato la litispendenza (ovvero la vicenda in due procedimenti distinti) del caso, in quanto era ancora pendente il precedente in Cassazione.

La donna infatti, era andata avanti in questa sua battaglia perché le venisse riconosciuto come rapporto subordinato di pubblico impiego quello che per quei 4 anni si sarebbe svolto «sotto le mentite spoglie di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa».

E contro la litispendenza la collaboratirce è tornata di nuovo in Corte di Cassazione e di nuovo è stato accolto il suo ricorso, con la sentenza che ha condannato il Comune a stabilizzarla a partire dal 2008. Ma a questa nuova sentenza, emessa dal giudice del lavoro a cui la Cassazione aveva rinviato il caso, è stata impugnata dal Comune in Appello: ricorso anch’esso accolto che ha condannato la donna a rifondere al Comune parte delle spese del primo e secondo grado di giudizio.

Ma anche questa sentenza non scriverà la parola fine sulla vicenda, visto che l’ex dipendente ha già impugnato il dispositivo, con il municipio che si è già costituito nel nuovo giudizio, dando forma al prossimo capitolo di questa vicenda che ormai dura da circa dieci anni. — alfredo faetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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