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Gattina uccisa, il Wwf «Serve più educazione»

Gattina uccisa, il Wwf «Serve più educazione»

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Prima la distruzione, deliberata, di un nido di tartariga marina sulla spiaggia delle Rocchette, a Castiglione della Pescaia. Poi, il 22 agosto, una gattina, Mina, di 4 mesi, uccisa a sassate a Massa Marittima. In entrambi i casi gli autori sono dei ragazzini.

Il Wwf condanna gli episodi. «A circa un anno e mezzo di distanza da un nostro intervento sulla stampa, per commentare il caso del maltrattamento di una testuggine di terra (Testudo hermanni), utilizzata come pallone da calcio, da parte di alcuni ragazzi sulle Mura del capoluogo, ci troviamo costretti a intervenire di nuovo per stigmatizzare analoghi comportamenti, ancora ad opera di giovani e ai danni di animali», dice l’associazione.

Al nido di tartaruga marina, una caretta caretta, sono state sottratte almeno 14 uova ed è molto probabile che anche le altre siano state compromesse, «rischiando di vanificare, almeno in parte, l’opera di tutela della specie portata avanti, anche nel nostro territorio, da numerosi volontari», dice il Wwf.

Quanto alla gattina uccisa a sassate, «questo fatto non ha le stesse conseguenze per l’ambiente del precedente – dice il Wwf – ma è comunque parimenti intollerabile e denota, come già abbiamo dovuto far notare nel caso del febbraio 2019, un’assoluta mancanza di rispetto dei ragazzi coinvolti verso gli altri esseri viventi». La speranza, non solo del Wwf, è che i responsabili possano essere individuati. Nell’attesa, «una cosa che possiamo fare noi in proposito – dice l’assocazione – è quella di impegnarci a sviluppare un’attività di educazione ambientale nelle scuole, per mostrare a bambini e ragazzi la bellezza e l’importanza della biodiversità. Riteniamo infatti che comprendere la bellezza di ogni essere vivente possa aiutare a far rispettare la vita, quella umana compresa. Resta comunque il fatto che non tutto può essere demandato alla scuola e che un ruolo essenziale nella trasmissione di quella che non è educazione ambientale o civica, ma semplice educazione, spetta alle famiglie». —

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