Il Tirreno

Grosseto

maremma com'era

Una terrazza per ballare sotto le stelle sulle note dell’indimenticabile Zomba

Francesca Ferri
La terrazza della Rotonda di Marina di Grosseto fotografata dai fratelli Gori nel 1956. La fotografia, tratta dall'Archivio Fotografico Fratelli Gori, è in regalo con l'edizione del Tirreno di oggi, 20 agosto 2020
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La terrazza della Rotonda di Marina di Grosseto fotografata dai fratelli Gori nel 1956. La fotografia, tratta dall'Archivio Fotografico Fratelli Gori, è in regalo con l'edizione del Tirreno di oggi, 20 agosto 2020

La Rotonda, da locale cult negli anni Cinquanta e Sessanta, a rudere in attesa di restyling: la foto storica dei Fratelli Gori in regalo con Il Tirreno

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MARINA DI GROSSETO. Sul frontone della porta d’ingresso campeggiava la scritta “Hic anima felix vivas”. Un invito e una promessa, pienamente mantenuti una volta che si metteva piede all’interno.

Nell’ampio salone al piano terra c’erano il ristorante e il bar; sulla terrazza affacciata sul mare, la pista da ballo con orchestrina dal vivo. Sul palco, il mitico Zomba (1926-2011), re incontrastato delle notti marinesche. Quanti lisci ballati stretti stretti sotto le stelle, avvolti dalla brezza del mare. Quante note suonate affacciati sul mare.

La Rotonda di Marina di Grosseto è, nel cuore e – ormai – nei ricordi dei marinesi, un locale mitico.

Incastonata tra il viale XXIV Maggio e la spiaggia, affacciata sull’omonimo stabilimento balneare, costruito qualche anno dopo, era il locale cult – si direbbe oggi – del paese.

Inutile cercarne traccia oggi. Ormai ridotta a un rudere, da anni viene “incartata” dall’amministrazione comunale perché troppo fatiscente da proporre agli occhi dei turisti.

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Per riscoprirne la magia, in edicola con Il Tirreno oggi, 20 agosto 2020, c'è in regalo la fotografia dellla Rotonda nel 1956 tratta dall'Archivio Fotografico Fratelli Gori, per l'iniziativa del nostro quotidiano "Maremma com'era", sedici foto donate dall'Archivio Fotografico Fratelli Gori in regalo con Il Tirreno per tutto il mese di agosto.

La Rotonda fu costruita nel 1933 su progetto dell’ingegnere Umberto Tombari, che immaginò un volume a semicerchio sul lato del mare.

La realizzò l’impresario Alberto Brizzi per conto della Società Anonima di Grosseto al Mare (Sagam), come ricostruisce il prezioso volume “Grosseto, architetture e paesaggio” a cura di Vanessa Mazzini, edito da Innocenti nel 2016.

Gli anni Trenta erano gli anni in cui Marina riceveva la decisiva impronta balneare che oggi la annovera tra le località più frequentate della costa.

La Rotonda rappresentò una sorta di cambio di passo nel passaggio dalla San Rocco borgo di pescatori alla moderna Marina di Grosseto, località estiva e turistica.

La Rotonda giocò un ruolo fondamentale in questa trasformazione divenendo, nel giro di due decenni, un punto di riferimento.

Qui a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta hanno suonato artisti di primo piano del panorama musicale italiano. Tra gli altri qui si è esibito anche Adriano Celentano.

Ma la Rotonda era soprattutto il tempio di Zomba, al secolo Fosco Marchetti, e della sua orchestra.

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Alla fine degli anni Cinquanta qui fu ospitato anche il Concorso per Voci nuove, vinto da Luciano Mazzini, uno dei cantanti più in voga in quegli anni a Grosseto.

Lo ricorda il collega Orazio Roggiapane. «Anch’io partecipai al concorso – ricorda Roggiapane – e a volte ho suonato con il mio complesso, The Five Friends, alla Rotonda. Ma il re incontrastato era sicuramente Zomba».

Lui, classe 1926, e il suo sterminato repertorio, suonato a due passi dal mare, hanno segnato gli anni d’oro di Marina.

Il declino cominciò negli anni Settanta. Ricorda Francesco Giustino, ex maresciallo, collaboratore del Centro di promozione sociale San Rocco di Marina e memoria storica del paese. «Uno degli ultimi gestori è stato il signor Giuliani. Poi negli anni Settanta il ristorante venne chiuso».

Il mito della Rotonda tramonta. Non più locale da ballo, negli anni Ottanta ospita i Grandi magazzini e un negozio di parrucchiera. Ma anche quest’impresa finisce.

L’edificio viene chiuso. E nessuno se ne occupa più. Diventa dapprima inagibile, poi, con gli anni, un vero rudere abbandonato tanto che, in occasione dei Mondiali di vela, nel 2013 e 2014, la Rotonda scompare alla vista: talmente fatiscente che l’allora amministrazione comunale Bonifazi decide di “incartarla” in un telo _ che puntualmente viene strappato dal vento _ pratica che continua a essere adottata anche dall’attuale amministrazione.

Nell’aprile del 2017 la Rotonda di Marina fu uno dei temi caldi trattati da Caffè Tirreno, l’iniziativa del nostro giornale nei bar per ascoltare le istanze dei cittadini, segno che l’affetto per questo storico edificio e quello che ha rappresentato non è mai venuto meno.

Nel settembre del 2018 il fabbricato è andato all’asta. Se lo è aggiudicato un imprenditore di Marina per 155mila euro. Che promette lavori di recupero. Ancora non avviati. —


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