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Le Carriere del 19 in tempo di Covid
Niente giochi, né sbandieratori: il virus ferma la festa Oggi ci sarànno solo la tradizionale processione e la messa
scarlino
Fino a qualche anno fa la giornata di oggi era scandita da staffetta, tiro con l’arco e addobbo. Fino a non troppo tempo fa, quest’oggi il borgo giocava dondolando tra passato e presente, in una festa che richiamava a sé tutti gli abitanti pronti a manifestare il proprio amore per il paese e la sua tradizione. Fino a non troppo tempo fa, oggi Scarlino era in festa per le Carriere del 19. Ma questo appuntamento fisso, che rievoca la liberazione della popolazione dal colera, è andato tramontando.
Un declino partito dopo la rottura tra Pro Loco e le contrade di Rocca, Centro e San Donato: una ferita che nessuna amministrazione è poi riuscita a risanare del tutto.
Se questa è storia recente, comunque, l’appuntamento con la storia secolare scarlinese resta vivo: anche oggi infatti il 19 agosto non passerà inosservato nel borgo. La festa per eccellenza del paese sarà quindi celebrata con una processione e la Santa messa, a cui sarà presente il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni.
Niente gare o addobbi che riportano a epoche medievali, ma l’evento in programma oggi mira lo stesso a ricordare quanto accaduto nel 1855 quando, dopo una processione, terminò la grave epidemia di colera che colpì in quel periodo la popolazione scarlinese.
L’appuntamento con la rievocazione quindi riprende quella stessa tradizione: alle 10,30 a Scarlino, come si ripete da anni, un corteo partirà dalla chiesa di San Martino e arriverà alla parrocchia di San Donato dove verrà celebrata la messa.
A guidare la processione sarà appunto Cetoloni che accompagnerà il parroco scarlinese don Jose. La storia quindi tornerà a ripetersi, sebbene un po’diversa rispetto al recente passato.
Le Carriere del 19, così come le hanno conosciute per anni non solo gli scarlinesi ma anche i visitatori che raggiungevano il borgo per assistervi, sono sparite già lo scorso anno, quando lo strappo tra le parti è divenuto troppo profondo. Ma il tramonto dell’evento è partito già da molto prima: dalle discussioni tra Pro Loco e contrade, risalenti a oltre cinque anni fa, sulla gestione della festa stessa e dei suoi spazi.
Da allora, sono seguiti incontri, assemblee pubbliche, uscite sulla stampa e lettere aperte indirizzate ai vari protagonisti della diatriba. Ma quella ferita, ad oggi, non si è ancora cicatrizzata. — A.F.
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