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San Rocco, protettore di contagiati e sanitari, ma nella pandemia il virus ferma la processione

Francesca Ferri
San Rocco raffigurato nel rosone della chiesa di San Rocco a Marina di Grosseto (foto Agenzia Bf)
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San Rocco raffigurato nel rosone della chiesa di San Rocco a Marina di Grosseto (foto Agenzia Bf)

Per la prima volta in mezzo secolo la sera del 16 agosto Marina non celebrerà il patrono. La cui figura resta, però, come ispirazione per il Festival 

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MARINA DI GROSSETO. La processione secolare del santo che scaccia via le epidemie quest’anno viene scacciata dalla pandemia. Per la prima volta in oltre mezzo secolo e proprio nel momento in cui – almeno per i credenti – ci sarebbe più bisogno della sua protezione, la sera di domenica 16 agosto a Marina di Grosseto non si terrà la tradizionale processione in onore di San Rocco, protettore di contagiati, ammalati, appestati ma anche di operatori sanitari e farmacisti, oltreché di viandanti e patrono di Marina.

“Il virologo di Dio”

Il Covid-19 e le misure di distanziamento sociale necessarie a tenerlo a bada si sono rivelati più forti della tradizione religiosa e del culto del santo medico, o “virologo di Dio”, come lo definisce Marino Niola in un articolo apparso sulla Repubblica il 31 luglio – consigliatissimo leggerlo – che ripropone la figura di questo nemico di virus e batteri, la cui fama oscilla, dal Medioevo a oggi, a seconda delle ondate di epidemie. Popolarissimo tra il Quattrocento e il Seicento, secoli flagellati dalla peste nera; invocato nell’Ottocento contro il colera; oggi tornato nelle preghiere dei fedeli contro la pandemia da Covid-19, la peste del ventunesimo secolo.

E a giudicare dall’andamento dei contagi nel mondo, ma anche nel nostro Paese e perfino nella nostra provincia, finora tra le meno colpite ma con un preoccupante aumento di contagi – come certifica anche l’Asl –, e visti i comportamenti sconsiderati dei più, ormai dimentichi di regole sanitarie e prudenza e felicemente accalcati in tutti i luoghi di vacanza, ci sarebbe davvero bisogno di quello che sempre Niola chiama il «welfare del cielo»: se non proprio un miracolo, almeno un «counseling celeste».

Il santo taumaturgo

In pellegrinaggio dalla natia Montpellier a Roma, nei primi anni del Trecento, Rocco si ferma ad Acquapendente, dove infuria la peste, e cura i malati con il segno della croce. Lo si ritrova a Piacenza, oggi martoriata dal Covid, ieri dalla peste, dove contrae la malattia e decide di ritirarsi in una capanna isolata a Sarmato per non contagiare nessuno. «La madre di tutti i lockdown», la definisce Niola. Un cane scopre il nascondiglio e lo aiuta portandogli del cibo che sottrae alla mensa del padrone. E Rocco si salva. Morirà solo intorno al 1330; la sua fama di guaritore è alle stelle e lui uno dei santi più popolari.

Marina, il paese di San Rocco

Non solo il patrono, ma l’intero paese di Marina si propone come un “antidoto” alle epidemie. Il nucleo originario della cittadina balneare odierna, prima ancora di essere villaggio di pescatori, nacque nel 1721 come uno dei presidi sanitari della costa nel periodo della peste di Marsiglia. E fu dedicato proprio a San Rocco come auspicio di protezione. Nel 1787 al posto capanna che ospitava i soldati fu costruito il Forte. E “San Rocco” fu chiamato il paese.

La chiesa

La prima chiesa fu edificata nel 1923, lo stesso anno in cui il Comune di Grosseto (sindaco Benedetto Pallini) divenne proprietario della spiaggia tra il Fossino e il canale San Leopoldo. La chiesa fu dedicata a Santa Maria della Vittoria, in memoria della prima guerra mondiale. Si dovette attendere la fine di un’altra guerra mondiale per costruire la chiesa attuale. E anche questo progetto non fu estraneo a ragioni “di salute”. Costituita la parrocchia di Marina l’11 settembre 1946 (riconosciuta il 5 giugno 1948), il vescovo Paolo Galeazzi diede incarico all’architetto Ernesto Ganelli di progettare una nuova chiesa con casa canonica e locali per le opere parrocchiali. La chiesa trovò di lì a poco i propri “inquilini”, i Carmelitani Scalzi del convento di Piancastagnaio. Costoro stavano appunto cercando una località marina dove fondare una casa per i religiosi che, per motivi di salute, avevano bisogno di stare vicino al mare. Il 5 aprile 1954 la chiesa fu inaugurata e solennemente consacrata in onore di San Rocco e della Beatissima Vergine Maria del Monte Carmelo.

Il rosone

L’immagine del santo medico, Rocco da Montpellier, campeggia nel rosone sulla facciata. Raffigurato secondo la tradizionale iconografia, con la piaga sulla gamba, il bastone da viandante e il cagnolino accanto, allunga, per proteggerla, la mano sulla pianura maremmana contornata dai monti dell’Uccellina e dal mare, con le casette di Marina affacciate sulla spiaggia.

Niente processione

Solo quest’immagine rimane, quest’anno, della protezione di Santo Rocco contro le infezioni. La Diocesi ha deciso di annullare tutte le processioni, sia quella del patrono del capoluogo, Lorenzo, il 10 agosto, sia quella di San Rocco, del 16 agosto. In suo luogo il vescovo Rodolfo Cetoloni celebrerà una messa solenne alle 11 (poi, alle 18, sempre in onore di San Rocco sarà a Torniella, per la messa e la benedizione). Annullati anche i tradizionali fuochi d’artificio del Comune di Grosseto che da sempre chiudono le celebrazioni.

Il festival

Se la liturgia – sacra e profana – ha dovuto lasciare il passo ai diktat sanitari, la comunità di Marina ha comunque voluto omaggiare la figura di San Rocco, protettore dalle epidemie sì, ma anche esempio e simbolo di solidarietà umana. Al santo si ispira il festival della ripartenza dopo la pandemia, il San Rocco Festival, organizzato dalla Pro loco ai piedi del maestoso Forte San Rocco, che da metà luglio propone spettacoli e concerti di altissimo livello.

Videomapping “Moby Dick”

E domani, proprio nel giorno del patrono, il Festival propone un vero gioiello, lo spettacolo “Moby Dick o La balena”, un videomapping dell’attore e drammaturgo Roberto Abbiati, tratto dal romanzo di Melville, proiettato sulla fortezza (vedi articolo). Se non delle luci dei fuochi d’artificio, la serata di San Rocco brillerà della poesia della balena bianca. —
 

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