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castiglione della pescaia  

La chiesa di Santa Maria Goretti sarà demolita e rifatta

Enrico Giovannelli
La chiesa di Santa Maria Goretti sarà demolita e rifatta

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

La chiesa di Santa Maria Goretti alle Paduline sarà demolita e la sua ricostruzione, con un nuovo progetto, potrebbe essere terminata nel 2024. Queste sono state le notizie clou che la Diocesi di Grosseto giovedì ha comunicato a oltre 50 partecipanti all’incontro pubblico che ha aperto una campagna d’ascolto con i cittadini.

A fare da padrone di casa c’era il parroco don Gianni Malberti che ha dato il benvenuto al vescovo Rodolfo Cetoloni; poi c’era il sindaco Giancarlo Farnetani, l’architetto Jacopo Benedetti, incaricato dalla Cei, don Umberto Bordoni della diocesi di Milano, direttore della scuola “Beato Angelico” e della rivista “Arte cristiana”, e don Francesco Gaddini, responsabile dell’ufficio beni culturali ecclesiastici della diocesi di Pescia.

La serata, nell’area accanto alla chiesa, è stata l’occasione per fare il quadro anche con i turisti che d’estate rappresentano una parte importante dei fedeli che partecipano alle funzioni religiose. La chiesa è ormai chiusa da anni e non sarà possibile ristrutturarla. I costi per la nuova chiesa di Santa Maria Goretti sono diventati importanti: si parla fra progettazione e costruzione di un milione e mezzo di euro.

L’architetto Benedetti ha spiegato le prossime mosse e quella che sarà la filosofia per un luogo di culto ritenuto importante e che «dovrà durare nei secoli». Il professionista ha insistito su alcuni aspetti: «La prima fase sarà l’elaborazione del distacco con l’attuale chiesa – ha detto – che potrebbe essere un trauma per molti; poi nei prossimi mesi continueremo con l’ascolto e i suggerimenti che ci arriveranno anche dai fedeli; e si chiuderà con il bando per i progettisti che, come richiede la Cei, dovrà essere composto da una squadra in linea con le indicazioni liturgiche. Secondo la mia esperienza la costruzione di una nuova chiesa ai giorni nostri deve comunque emozionare, soprattutto avere una vera anima».

Anche gli altri interventi hanno sottolineato l’importanza dei contributi dei fedeli per una massima condivisione. Don Francesco per esempio ha ricordato il percorso che ha portato alla nascita della nuova chiesa di Pescia, un territorio per dimensioni demografiche paragonabile a Castiglione, ma con molti distinguo vista l’alta affluenza in estate: «Quando abbiamo definito i progetti, abbiamo poi impiegato due anni per la costruzione dell’edificio e i fedeli hanno apprezzato. Ho visto e sento un’unione più convinta, uno stimolo nuovo». Il sindaco Farnetani ha confermato che il comune farà la sua parte e che gli uffici sono a completa disposizione: «La chiesa come il municipio e la caserma dei carabinieri sono dei punti fermi per una comunità, e noi come amministratori e noi agevoleremo l’iter burocratico». Il vescovo Cetoloni nel fare i saluti finali, ha apprezzato la partecipazione: «La nascita di una nuova chiesa è come un rinnovo della fede».

Enrico Giovannelli

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