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Ha febbre, tosse e mal di testa Niente tampone fino a martedì
Odissea per un grossetano che vuole sottoporsi all’esame perché teme di essere positivo al Covid-19: dovrà attendere almeno quattro giorni
grosseto
Se hai i sintomi tipici dell’influenza e ti sorge il dubbio che tu possa essere stato contagiato dal coronavirus, mettiti l’animo in pace: per essere sottoposto alla verifica del tampone dovrai attendere almeno fino a martedì, cioè dovrai aspettare che sia trascorso il ponte ferragostiano: così è, almeno secondo la testimonianza di un grossetano, che racconta al Tirreno la sua esperienza.
È il 14 agosto (ieri). Sono ormai due giorni che Massimo (nome di fantasia) sta poco bene: ha qualche linea di febbre, un po’ di tosse, mal di testa che va e che viene, spossatezza.
Lui è un uomo di mezza età, non frequenta discoteche come i giovani né è fragile quanto un anziano, ma il dubbio lo assale ugualmente: «Sarò stato contagiato dal virus?».
Decide dunque di contattare il suo medico di famiglia, che però – scopre – è un ferie. Niente paura: c’è il sostituto, un professionista che lavora nello stesso ambulatorio medico.
Bene. Si rivolge a lui con la richiesta di essere sottoposto a un tampone ma il sostituto gli risponde che non può fare nulla, ha le mani legate, e che è opportuno che contatti il numero verde regionale attivato ad hoc, che è facilmente reperibile sul sito web della Regione Toscana.
Così Massimo, pur essendo un po’ affaticato, si mette al computer e trova il numero: 800556060. Lo compone, e da qui – con sua grande sorpresa – gli rispondono che senza la richiesta del medico, il tampone non si può fare.
Così ricontattata l’ambulatorio per sottoporre nuovamente la questione al professionista che sostituisce il suo medico di famiglia: nel frattempo, però, l’ambulatorio ha chiuso, l’orario di ricevimento si è concluso. A questo punto non resta che contattare la guardia medica.
Ed è con l’ultima chance rimasta che Massimo raggiunge il livello più alto dello sconcerto: la prescrizione del tampone si può fare e la guardia medica è disposta a farla ma – lo informa, racconta Massimo – che prima di martedì il tampone non potrà essere eseguito.
E sei lui fosse stato davvero contagiato dal coronavirus? Se uscisse di casa, rischierebbe di contagiare a sua volta – per tre giorni e mezzo di fila – altre persone. Ma, fortunatamente (per tutti) Massimo è un uomo coscienzioso: starà tra le quattro mura, e si sforzerà di avere meno contatti possibili con l’esterno. E lunedì – passata la pausa di Ferragosto – contatterà degli ambulatori di analisi privati sperando di trovarne uno disposto a fargli il tampone e accorciare così i tempi dell’attesa. —
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