Il Tirreno

Grosseto

LA STORIA

Dall'eccellenza delle bacche gigliesi, un mirto speciale

Ivana Agostini
Dall'eccellenza delle bacche gigliesi, un mirto speciale

L'incontro di due famiglie produce un liquore speciale di nicchia per "isolani" doc

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ISOLA DEL GIGLIO. L’odore del mare. Gli aromi dell’isola del Giglio. Tutto questo racchiuso in una bottiglia di mirto che rappresenta molto di più di un semplice liquore. È l’essenza della tradizione, di gesti semplici fatti con amore e con cura come raccogliere delle bacche poco più grandi di un chicco di pepe che poi sono diventate un prodotto di nicchia che si può trovare solo all’isola del Giglio. Il mirto del Giglio è nato da un connubio fra l’isola e la terraferma. Fra chi ha deciso di fare una scommessa anche con loro stessi, i fratelli Aldo e Gervasio Bartoletti, e un’azienda storica della produzione di liquori, la Jacobelli di Capalbio. Barbara e Marco Jacobelli continuano la tradizione dell’azienda di famiglia. Barbara è venuta in contatto con Bartoletti lo scorso anno, a settembre. Un incontro casuale dovuto a un uomo che è un’altra colonna portante dell’isola, Fluvior Mattera, titolare dell’enoteca Il Saraceno. «Abbiamo conosciuto queste persone che ci hanno portato le loro bacche - racconta Barbara - uniche e preziose. Raccolte a mano. Bacche isolane che racchiudono i sapori del mare, la sua sapidità, il calore del sole che le ha maturate. Le bacche sono state in infusione per 60 giorni e all’inizio di quest’anno ne è nato il mirto del Giglio».Un prodotto che è stato subito orgoglio puro sia per la Jacobelli che era cosciente di essere davanti a un mirto diverso dal solito che per Bartoletti; 300 litri di liquore che non aspettavano altro che entrare in commercio. «A complicare tutto è stato il Covid - aggiunge Jacobelli - tanto che ci siamo chiesti che cosa avremmo fatto con tutto questo liquore. Vero che non scade però le incertezze sono state tante». Il destino però ci ha messo una pezza e non appena le morse dei restringimenti dovuti al Covid si sono allentati, Barbara ha preso il traghetto e ha consegnato personalmente le bottiglie di mirto alla famiglia Bartoletti. «Il mirto si commercializza solo sull’isola - spiega l’imprenditrice - e per noi è davvero un grande orgoglio». Una scelta che ha voluto significare proprio che si trattava di un liquore speciale di cui l’azienda era stata la mera esecutrice pur mettendoci passione e amore nella fabbricazione dei liquori. Soddisfatti e felici della scelta anche i fratelli Bartoletti che hanno venduto quasi la metà del mirto nel loro negozio di alimentari. I fratelli Bartoletti, al Giglio, producono anche una birra. Famiglie legate alla tradizione, ai sapori, al modo di promuovere il territorio anche valorizzando produzioni particolari come quella di bacche spontanee che possono dare vita a prodotti d’eccellenza. Anche l’etichetta delle bottiglie rimanda all’isola: la sua sagoma, le capre. Barbara, col mirto del Giglio, ha riscoperto quel gusto che sentiva durante le sue vacanze in Sardegna. L’azienda Jacobelli, con la produzione del mirto del Giglio, offre ai clienti un nuovo tipo di sapore che si affianca a quello del mirto che già produceva con le bacche di Saturnia. Due mondi vicini, il mare e la collina, che offrono a chi ama bere un liquore a fine pasto, sapori diversi che sono l’emblema di un territorio unico proprio per le sue diversità e particolarità. Una scommessa che Jacobelli e Bartoletti hanno vinto e sono pronti a riproporre per la prossima stagione. --

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