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Addio alla prof Maura Baldi, pilastro del liceo Fermi e donna di cultura
In pensione da poco, aveva 66 anni ed era da poco malata. Originaria di Greve in Chianti, era un’enciclopedia vivente
CASTEL DEL PIANO. «Addio Prof!». L’Amiata dà l’addio a Maura Baldi, un’insegnante pilastro del Liceo Fermi di Castel del Piano dove aveva insegnato per decenni, guadagnandosi sul campo il titolo di “Prof”, con cui i suoi ragazzi provenienti da tutti i borghi amiatini, erano abituati a chiamarla. Un legame viscerale quello con i suoi studenti, che oltrepassava il semplice programma didattico. Lei è stata per loro una maestra di vita a tutto tondo e così infatti la ricordano sui social. Chi lascia un pensiero, chi allude a un rapporto profondo e che è durato negli anni, chi, incredulo, ne piange la scomparsa. La ringraziano i genitori degli studenti, la piangono i tantissimi amici.
La prof era nata il 19 settembre 1953 a Greve in Chianti e quest’anno sarebbe stato per lei il primo anno di pensione.
Sebbene rammaricata per dover lasciare il liceo, non aspettava altro che dedicarsi con più continuità agli adorati nipotini. Poi, invece, la malattia insorta da pochissimo tempo e altre complicanze non le hanno lasciato scampo, nonostante qualche spiraglio di ripresa si fosse manifestato in questi ultimi giorni e aveva illuso i familiari.
Lascia un grande vuoto nel mondo della cultura amiatina, lei che era un’enciclopedia vivente in fatto di libri, italiani o stranieri che fossero. Amava leggerli in lingua originale «perché – diceva – le sfumature si apprezzano meglio senza traduzione». Sosteneva con la sua presenza e con contributi letterari iniziative culturali della montagna: era nella redazione di “Amiata Storia e Territorio”, la prestigiosa rivista quadrimestrale edita da Effigi, ed era di sostegno anche al mensile “Nuovo Corriere dell’Amiata”.
Letture, musica, cinematografia, passioni che condivideva coi suoi studenti a cui arrivava l’amore per quell’universo culturale che è il pilastro vero che resta dopo la scuola e dura nel tempo, coi suoi valori e la sua carica appassionata.
Nelle sue lezioni il libro dialogava con il film o con quel tale passaggio in musica che scopriva un mondo accattivante e profondo. E infine il teatro, uno dei suoi amori più potenti, tanto che seguiva coi ragazzi corsi teatrali di ampio respiro, nei quali tutti, se volevano potevano cimentarsi a recitare ma soprattutto a scoprire se stessi.
La sua attività di insegnate, dunque, si coloriva di mille sfaccettature, sempre cercando di oltrepassare anche i confini geografici dell’Amiata: non si contano gli scambi culturali da lei organizzati e a cui, se poteva, partecipava in prima persona: con l’America, la Francia, l’Inghilterra, la Germania. E ragazzi e insegnanti che venivano a soggiornare a Castel del Piano tornavano, poi, personalmente anche per molti anni successivi. E lei li accoglieva con la sua gentilezza, e si metteva a loro completa disposizione, accompagnandoli a scoprire le bellezze e le storie di un territorio che, fin da quando aveva 18 anni, dagli anni Settanta, l’aveva calamitata e intrigata, tanto che poi la prof aveva deciso di rimanere stabilmente. Infatti, una volta sposata, aveva scelto Montelaterone come il borgo della sua vita, appassionandosi ai suoi misteri e alle tante bellezze che nascondeva. Poi ancora un passo avanti, perché dava una mano al figlio David che nel frattempo aveva messo su un ristorante fra i più rinomati dell’Amiata e considerava un privilegio badare ai due piccoli nipoti.
Maura Baldi è morta in un centro di riabilitazione del Fiorentino l’11 luglio. Ieri le sue spoglie sono state trasferite all’obitorio dell’ospedale di Castel del Piano e subito dopo a Grosseto per la cremazione. —
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